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	<title>fobia &#8211; Ambulatorio di Psicologia</title>
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	<title>fobia &#8211; Ambulatorio di Psicologia</title>
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		<title>La psicoterapia Cognitivo Comportamentale</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 07:13:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La psicoterapia cognitivo-comportamentale è una forma di terapia sviluppata negli anni &#8217;60 da A.T. Beck ed oggi adottata nella pratica</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La psicoterapia cognitivo-comportamentale è una forma di terapia sviluppata negli anni &#8217;60 da A.T. Beck ed oggi adottata nella pratica clinica da molti professionisti in quanto le tecniche su cui si basa sono state validate empiricamente (<a href="http://www.psychomedia.it/spr-it/artdoc/chambl98.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studi di Chambless et al</a>.). L&#8217;efficacia di questa psicoterapia è stata dimostrata sia nel trattamento che nel mantenimento dei risultati nel tempo, di patologie quali: la depressione, gli attacchi di panico ed in generale i disturbi d&#8217;ansia, i disturbi alimentari, il&nbsp; disturbo ossessivo-compulsivo alcuni disturbi dell&#8217;infanzia e della prima fanciullezza; altre tecniche cognitivo-comportamentali si sono invece rivelate preziosissime nel migliorare la qualità di vita di pazienti psichiatrici trattati principalmente farmacologicamente (Schizofrenia, Disturbo Bipolare, alcuni Disturbi della Personalità o da Discontrollo degli Impulsi).</p>
<p>La psicoterapia cognitivo-comportamentale agisce mettendo in evidenza il legame tra Situazioni, Pensieri, Espressioni Fisiologiche, Emozioni e Comportamenti. Aiuta le persone ad identificare i pensieri che rendono loro difficile raggiungere i propri obiettivi ed a valutare quanto essi siano più o meno realistici. Anche nella malattia lo scopo è quello di modificare questi pensieri od i comportamenti conseguenti e di risolvere il disturbo a partire dalla gestione dei suoi sintomi.</p>
<p>Alcuni specifici esempi sono: interventi sui Disturbi dell&#8217;infanzia e Della Prima Fanciullezza, uno fra tutti il Ritardo Mentaleod i Disturbi dell&#8217;Apprendimento; la riduzione dei sintomi nella Depressione od in generale la modulazione degli stati emotivi nei Disturbi del Tono dell&#8217;Umore, l&#8217;eliminazione degli Attacchi di Panico e dell&#8217;eventuale concomitante Agorafobia, il trattamento dei rituali compulsivi tipici del Disturbo Ossessivo-Compulsivo e dei comportamenti alimentari patologici caratteristici dei Disturbi Alimentari, la promozione delle relazioni con gli altri, con la contemporanea diminuzione dell&#8217;isolamento sociale ed altri interventi mirati alla risoluzione di difficoltà individuali o familiari specifiche.</p>
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		<title>FOBIA SOCIALE</title>
		<link>https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2008/12/11/fobia-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 16:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia Adulti]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[fobia]]></category>
		<category><![CDATA[fobia sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Fobia sociale si manifesta come la paura marcata e persistente di una o più situazioni sociali o prestazionali nelle</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Fobia sociale si manifesta come la paura marcata e persistente di una o più situazioni sociali o prestazionali nelle quali si è esposti a persone non familiari od al possibile giudizio degli altri. L&#8217;individuo che ne soffre teme di agire (o di mostrare sintomi di ansia) in modo umiliante od imbarazzante e questo determina che la sua permanenza in una situazione tanto temuta quasi invariabilmente provochi l&#8217;ansia, che può assumere le caratteristiche di un Attacco di Panico causato dalla situazione. Questa reazione diventa quindi a sua volta oggetto di paura instaurando un circolo vizioso continuo di cui la persona riconosce che la paura è eccessiva od irragionevole. Le situazioni temute, sociali o prestazionali, sono evitate o sopportate con intensa ansia o disagio e l&#8217;evitamento, l&#8217;ansia anticipatoria, od il disagio nella situazione sociale o prestazionale interferiscono significativamente con le abitudini normali della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico) o con le attività o relazioni sociali, oppure è presente marcato disagio per il fatto di avere questo tipo di fobia.</p>
<p>Si parla infatti di persone che non riesco a relazionarsi con altre che non conoscono o con un gruppo numeroso di esse; non leggono in pubblico e non raccontano una propria esperienza andando incontro, al contrario a diverse reazioni fisiche e fisiologiche evidenti come il rossore, la sudorazione, un tremore degli arti e delle mani e così via.</p>
<p>Negli individui al di sotto dei 18 anni affinché sia adeguato fare una diagnosi di Fobia Sociale, la durata dei sintomi è di almeno 6 mesi. Le cause di questo disturbo sono le stesse che si rilevano in generale in quelli d&#8217;ansia. Probabilmente esistono caratteristiche individuali di vulnerabilità fisiologica che vanno ad incontrare quelli più situazionali di ipersensibilità psicologica andando a provocare una cascata di eventi che, portando all&#8217;evitamento della situazione temuta, inducono il rinforzamento del problema.</p>
<p>L&#8217;emozione costituisce l&#8217;indicatore della percezione del nostro stato attuale rispetto alla rappresentazione mentale dello stato che vogliamo raggiungere e permette, in tale funzione, di modulare il comportamento degli individui per porli nella direzione del proseguimento dello scopo atteso.</p>
<p>In tale ottica possiamo considerare, fra tutte le emozioni, anche quella di vergogna che esprime la credenza di non avere poteri rispetto ad un fine particolarmente importante per sè e si esprime attraverso la paura e/o il dispiacere di ricevere dall&#8217;altro valutazioni negative circa uno o più scopi ritenuti importanti per la propria immagine.</p>
<p>Alla base di questo sentimento vi è poi il bisogno dell&#8217;individuo di sentirsi adeguato completamente alla situazione e, tanto più sarà il valore dato alla situazione, tanto più sarà il percepito il sentimento di vergogna qualora la persona non riesca a fronteggiarla come vorrebbe.</p>
<p>Atteggiamento fondamentale e paradossale delle persone affette da questo disturbo è la continua attenzione su di sé, che ritengono sia caratteristica anche da parte degli altri; più loro vorrebbero rendersi invisibili e più si sentono invece sotto gli occhi di tutti, giudicati per ogni piccola azione o manifestazione fisiologica e naturalmente in modo negativo. La continua attenzione a sé ed ai propri cambiamenti fisiologici non fa che aumentare l&#8217;ansia, inducendo un decremento della qualità della prestazione, confermando nuovamente l&#8217;incapacità di poter gestire le situazioni sociali.</p>
<p><a href="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2009/03/13/psicologia-adulti/">TORNA A PSICOLOGIA ADULTI</a></p>
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		<title>FOBIA SPECIFICA</title>
		<link>https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2008/12/11/fobia-specifica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 15:29:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia Adulti]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[fobia]]></category>
		<category><![CDATA[fobia sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fobia è una paura estrema, irrazionale e sproporzionata per oggetti, situazioni o attività che non rappresentano di per sé</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La fobia è una paura estrema, irrazionale e sproporzionata per oggetti, situazioni o attività che non rappresentano di per sé una reale minaccia e verso cui la maggior parte delle persone si confronta senza particolari difficoltà. Chi ne soffre, infatti, è sopraffatto dal terrore all&#8217;idea di venire in contatto con il proprio oggetto fobico, spesso un animale innocuo come un ragno o una lucertola, o di fronte alla prospettiva di compiere un&#8217;azione che lascia indifferenti la maggior parte delle persone (ad esempio, il claustrofobico non riesce a prendere l&#8217;ascensore o la metropolitana, o più in generale a trovarsi in piccoli ambienti chiusi). Si tratta comunque di condizioni che in generale non sono considerate come estremamente piacevoli da quasi nessuno: in molti non amano gli insetti, dividere spazi angusti con altre persone, parlare di fronte ad una folla immensa e così via. La differenza tra il fastidio ed il disturbo vero e proprio, sta nel fatto che le persone che soffrono di fobie si rendono perfettamente conto dell&#8217;irrazionalità di certe reazioni emotive, ma non possono controllarle e quindi il tentativo di evitarle e le manifestazioni fisiologiche che compaiono in tali circostanze sono irresistibili.</p>
<p>La presenza dell&#8217;oggetto fobico, o talvolta anche solo il pensiero di esso, induce alcuni sintomi fisiologici come tachicardia, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza. Si sta male e si desidera una cosa sola: fuggire!</p>
<p>Scappare, d&#8217;altra parte, è una strategia di emergenza. La tendenza ad evitare tutte le situazioni o condizioni che possono essere associate alla paura, sebbene riduca sul momento gli effetti della paura, in realtà costituisce una micidiale trappola: ogni evitamento, infatti, conferma la pericolosità della situazione evitata e prepara l&#8217;evitamento successivo (in termini tecnici si dice che ogni evitamento rinforza negativamente la paura). Tale spirale di progressivi evitamenti produce l&#8217;incremento, non solo della sfiducia nelle proprie risorse, ma anche della reazione fobica della persona, al punto da interferire significativamente con la normale routine dell&#8217;individuo, con il funzionamento lavorativo o scolastico oppure con le attività o le relazioni sociali. Chi ha la fobia dell&#8217;aereo può trovarsi, ad esempio, a rinunciare a molte trasferte, e la cosa diventa imbarazzante se è necessario spostarsi per lavoro. Chi è terrorizzato dagli aghi e dalle siringhe può rinunciare a controlli medici necessari o privarsi dell&#8217;esperienza di una gravidanza. Chi ha paura dei piccioni non attraversa le piazze e non può godersi un caffè seduto ai tavolini di un bar all&#8217;aperto e così via.</p>
<p>Più in specifico, esistono le fobie generalizzate (agorafobia e fobia sociale), fortemente invalidanti, e le comuni fobie specifiche, generalmente ben gestite dai soggetti evitando gli stimoli temuti, che si classificano così:</p>
<p>Tipo animali. Fobia dei ragni (aracnofobia), fobia degli uccelli o fobia dei piccioni (ornitofobia), fobia degli insetti, fobia dei cani (cinofobia), fobia dei gatti (ailurofobia), fobia dei topi, ecc..</p>
<p>Tipo ambiente naturale. Fobia dei temporali (brontofobia), fobia delle altezze (acrofobia), fobia del buio (scotofobia), fobia dell&#8217;acqua (idrofobia), ecc..</p>
<p>Tipo sangue-iniezioni-ferite. Fobia del sangue (emofobia), fobia degli aghi, fobia delle siringhe, ecc.. In generale, se la paura viene provocata dalla vista di sangue o di una ferita o dal ricevere un&#8217;iniezione o altre procedure mediche invasive.</p>
<p>Tipo situazionale. Nei casi in cui la paura è provocata da una situazione specifica, come trasporti pubblici, tunnel, ponti, ascensori, volare (aviofobia), guidare, oppure luoghi chiusi (claustrofobia o agorafobia).</p>
<p>Altro tipo. Nel caso in cui la paura è scatenata da altri stimoli come: il timore o l&#8217;evitamento di situazioni che potrebbero portare a soffocare o contrarre una malattia (vedi anche disturbo ossessivo-compulsivo e ipocondria), ecc. Una forma particolare di fobia riguarda il proprio corpo o una parte di esso, che la persona vede come orrende, inguardabili, ripugnanti (dismorfofobia).</p>
<p>E&#8217; importante chiarire che il tipo di fobia da cui si è affetti non ha alcun significato simbolico inconscio e la paura specifica è legata unicamente ad esperienze di apprendimento errato involontario (non necessariamente ricordate dal soggetto), per cui l&#8217;organismo associa involontariamente pericolosità ad un oggetto o situazione oggettivamente non pericolosa. Si tratta, in sostanza, di un processo di cosiddetto &#8220;condizionamento classico&#8221;. Tale condizionamento si mantiene inalterato nel tempo a causa dello spontaneo evitamento sistematico che i soggetti fobici mettono in atto rispetto alla situazione temuta. Per maggiori approfondimenti si rimanda alla sezione &#8220;<a href="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2008/12/11/disturbo-di-panico-con-o-senza-agorafobia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Condizionamento e Generalizzazione</a>&#8221; nella Sezione del Disturbo di Panico.</p>
<p>Per vedere tutti i nomi delle fobie, vai al <a href="http://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/dizionario delle fobie.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dizionario delle Fobie</a>.</p>
<p><a href="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2009/03/13/psicologia-adulti/">TORNA A PSICOLOGIA ADULTI</a></p>
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		<title>DISTURBI D&#8217;ANSIA</title>
		<link>https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2008/12/11/i-disturbi-dansia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 15:19:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia Adulti]]></category>
		<category><![CDATA[agorafobia]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi d'ansia]]></category>
		<category><![CDATA[fobia]]></category>
		<category><![CDATA[fobia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[panico]]></category>
		<category><![CDATA[ptsd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi per ansia s&#8217;intende &#8220;l&#8217;anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuri, accompagnata da sentimenti di disforia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi per ansia s&#8217;intende &#8220;l&#8217;anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuri, accompagnata da sentimenti di disforia o da sintomi fisici di tensione&#8221;. Il pericolo in questione può venire dall&#8217;interno (una malattia o un pensiero) o dall&#8217;esterno (un oggetto o una situazione). L&#8217;ansia è dunque un costrutto multidimensionale, che implica:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">aspetti cognitivi (pensieri di anticipazione, apprensione e preoccupazione che tendono ad ingigantirsi sempre di più)</li>
<li style="text-align: justify;">aspetti fisiologici (un&#8217;attivazione del sistema nervoso autonomo e la produzione di veri e propri sintomi neurovegetativi</li>
<li>aspetti comportamentali (solitamente l&#8217;evitamento, la fuga, o la messa in atto di rituali compensativi).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ansia è innata e fa parte della natura umana; è una delle 5 emozioni di base e può considerarsi la normale risposta del nostro organismo che si prepara ad affrontare ciò che avverte come un pericolo. L&#8217;ansia ci prepara all&#8217;azione di attacco o fuga, ossia provoca nell&#8217;organismo quella cascata di reazioni che predispone la persona ad allontanarsi il più velocemente possibile dal pericolo, o a fronteggiarlo. Quando l&#8217;ansia è adeguata e congruente con la situazione essa rimane un valido sistema di sicurezza per la specie umana; diviene però un problema quando è troppo intensa rispetto alla situazione che ci troviamo a fronteggiare, dura eccessivamente a lungo, o si attiva troppo frequentemente.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignleft  wp-image-1570" src="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/fear-4202417_1920.jpg" alt="" width="239" height="161" srcset="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/fear-4202417_1920.jpg 1600w, https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/fear-4202417_1920-300x202.jpg 300w, https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/fear-4202417_1920-1024x688.jpg 1024w, https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/fear-4202417_1920-768x516.jpg 768w, https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/fear-4202417_1920-1536x1032.jpg 1536w, https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/fear-4202417_1920-1x1.jpg 1w, https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/fear-4202417_1920-10x7.jpg 10w" sizes="(max-width: 239px) 100vw, 239px" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ansia si manifesta diversamente da persona a persona, ma in genere le sue caratteristiche sono:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">pensieri ansiosi (Farò una figuraccia, Non sarò all&#8217;altezza, Mi sentirò male&#8230;)</li>
<li style="text-align: justify;">emozioni ansiose (paura, timore, ansia)</li>
<li style="text-align: justify;">sensazioni corporee alterate (tensione muscolare, respirazione veloce, battito cardiaco accelerato, sudorazione profusa, sensazioni di svenimento, vertigini&#8230;)</li>
<li style="text-align: justify;">comportamenti alterati (agitazione, aumento/diminuzione appetito, evitamento di certe situazioni&#8230;).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, una volta instauratasi, l&#8217;ansia tende ad indurre un circolo vizioso che contribuisce al suo graduale incremento. I sintomi stessi diventano oggetto di preoccupazione andando quindi ad aumentare la catastroficità dei pensieri e di conseguenza l&#8217;ansia stessa.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1471 aligncenter" src="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/danbo-2011237_1920.jpg" alt="Ansia" width="1920" height="949" srcset="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/danbo-2011237_1920.jpg 1600w, https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/danbo-2011237_1920-300x148.jpg 300w, https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/danbo-2011237_1920-1024x506.jpg 1024w, https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/danbo-2011237_1920-768x380.jpg 768w, https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/danbo-2011237_1920-1536x759.jpg 1536w, https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/danbo-2011237_1920-1x1.jpg 1w, https://www.ambulatoriodipsicologia.it/wp-content/uploads/2008/12/danbo-2011237_1920-10x5.jpg 10w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La risposta più naturale di fronte a questa reazione che coinvolge l&#8217;intero organismo è quella di allontanarsi, ma, l&#8217;evitamento di questa situazione che all&#8217;istante genera un immediato sollievo, diventa a lungo termine il principale sistema di mantenimento del problema stesso. Per superare l&#8217;ansia è necessario infatti fronteggiare le proprie paure e trovare strategie efficaci per poter &#8220;stare&#8221; in quella situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non esiste una causa unica per l&#8217;ansia. Ci può essere una predisposizione genetica familiare, come nella maggior parte dei disturbi psicologici si eredita una predisposizione, non il disturbo, pertanto l&#8217;educazione, l&#8217;apprendimento da modelli particolarmente apprensivi, lo stress causato da un importante cambiamento nella propria vita (la perdita del lavoro, ma anche una promozione, un trasferimento, un lutto, un incidente, la nascita di un figlio), vanno a determinarne la comparsa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi fattori interagiscono tra di loro in maniera e in misura diversa di caso in caso ed è pertanto necessario raccogliere i dati in modo attento e preciso per poter differenziare la diagnosi. Quando l&#8217;ansia diventa un disturbo psicologico può avere delle gravi ripercussioni sulla qualità della vita di chi ne soffre; molti tendono, infatti, ad evitare le situazioni e le persone che le spaventano, limitando la propria vita privata e professionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggi anche:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2008/12/11/agorafobia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Agorafobia</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2008/12/11/disturbo-di-panico-con-o-senza-agorafobia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disturbo di Panico con o Senza Agorafobia</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2008/12/11/fobia-specifica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fobia Specifica</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2008/12/11/fobia-sociale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fobia Sociale</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2008/12/11/disturbo-post-traumatico-da-stress/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disturbo Post-Traumatico da Stress</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2008/12/11/disturbo-dansia-generalizzata/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disturbo d&#8217;Ansia Generalizzata</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2008/12/11/disturbo-ossessivo-compulsivo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disturbo Ossessivo-Compulsivo</a></p>
<p><a href="https://www.ambulatoriodipsicologia.it/2009/03/13/psicologia-adulti/">TORNA A PSICOLOGIA ADULTI</a></p>
<h1 style="text-align: justify;">Bibliografia</h1>
<p style="text-align: justify;">Galeazzi, A., Meazzini, P. (2004). Mente e Comportamento. Giunti Editore, Firenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Goldwurm, G.F., Sacchi, D., Scarlato, A. (1986). Le tecniche di rilassamento nella terapia comportamentale. Franco Angeli</p>
<p style="text-align: justify;">Sassaroli, S., Lorenzini, R., Ruggiero, G.M. (2006). Psicoterapia cognitiva dell’ansia. Rimuginio, controllo ed evitamento. Raffaello Cortina Editore, Milano.</p>
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