| Problemi di coppia o relativi alla sessualità |
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Titolo: Disturbi di ErezioneData: 05/05/2010Autore: CBuongiorno, ho 50 anni e sono dirigente in una nota azienda. Vi scrivo perché ho difficoltà ad avere rapporti sessuali. Nello specifico per avere l'erezione devo essere stimolato fisicamente dalla mia compagna, erezione che peraltro non rimane costante per tutta la durata del rapporto. Come se non bastass il tempo necessario per riavere l'erezione dopo un rapporto è decisamente aumentato rispetto a qualche anno fa. Ormai è da molto tempo che mi sono accorto di queste cose e non sembrano migliorare. Sono molto preoccupato, cosa posso fare? Grazie. RISPOSTA
Gentile C., innanzitutto la invito a rivolgersi al suo medico di base perché possa prescriverle una serie di esami sia del sangue che visite dall'andrologo per comprendere se ed in quale misura incida una certa componente fisica sul problema. Anche se fosse totalmente di natura fisica, le consiglio comunque di rivolgersi comunque anche ad uno psicologo che abbia competenze di sessuologia. Tali competenze sono in Italia esclusivamente di tipo curriculare e non vi sono titoli aggiuntivi legittimi come accade invece nel caso della psicoterapia. A presto Titolo: Rifiuto dei rapporti sessualiData: 18/04/2010Autore: Francescagentile D.rssa Gianneschi, vi scrivo per chiedervi un consiglio/ parere sul mio problema: ho 28anni e sto insieme col mio ragazzo da 3anni e mezzo, ad oggi nn abbiamo avuto ancora rappporti sessuali perché all inizio della nostra storia gli ho fatto capire che le mie intenzioni erano quelle di arrivare vergine al matrimonio. lui ha 33anni anke lui nn ha mai avuto rapporti sessuali: la precedente ragazza nn voleva neanke. I momenti di intimità anche un po spinti ci sono stati all inizio ma poi si sono andati affievolendosi a suo avviso per colpa mia perché mettevo dei limiti. ad agosto dell anno scorso avevo deciso di avere rapporti sessuali con lui e gliene ho parlato ma lui mi ha detto che in quel momento nn poteva essere perché lui aveva il problema della fimosi(cosa tra l altro che non mi aveva mai detto) e che cmq vista la mia decisione si sarebbe fatto il piccolo intervento. sono passati 8mesi e ad oggi ancora nn sè fatto nulla e a ogni mio tentativo di prendere il discorso si innervosice.ho anke smesso di avere anke la piu minima intimità con lui se prima nn risolve questo problema ma la cosa nn sembra interessargli perché dice che ci vuole tempo.ho deciso in questI giorni di prendere la pillola e quindi di fare l amore senza preservativo e gliel ho comunicato .lui mi ha detto va bene ma senza mostrare il minimo entusiasmo.in tutto questo due sett fa circa in un viaggio di lavoro ho conosciuto un ragazzo per cui ho provatouna forte attrazione, nn é successo nulla ma ci mandiamo sms anche un po spinti.la cosa mi piace perche dopo tanto tempo mi sento anche desiderata ma conscia del fatto che non potra mai nascere nulla visto ke anche lui é impegnato e a km di distanza da me.e cmq la cosa mi provoca enormi sensi di colpa nei confronti del mio ragazzo. voi cosa ne pensate ???gli ho detto mille volte di parlare se cé qualche problema ma lui mi dice che nn cé nulla e sono io esagerata. datemi un consiglio sono veramente confusa. Ho scritto di getto e velocemente ma spero abbiate capito qualè il problema Grazie mille francesca
RISPOSTA Cara Francesca, da quello che scrivi si evince che, la tua decisione di non avere rapporti sessuali aveva permesso anche al tuo ragazzo di evitarne, senza per questo esporsi direttamente. Appare anche che, adesso che tu invece hai cambiato idea, anche lui avesse intenzione di aspettare. Naturalmente non stiamo facendo una consulenza e non è facile capire perchè adesso sia lui a voler tanto rimandare. Penso che però dovreste parlarne con uno specialista insieme ed affrontare direttamente il problema. Naturalmente, ti consiglio anche di non concederti ad altre fantasie, come gli sms di cui parli, non per bigottismo ma perchè mi pare che servano solo a renderti ancora più frustrata del fatto che il tuo ragazzo non voglia avere con te dei rapporti, senza contare i sensi di colpa che ne derivano. Tu dici: se c'è un problema parliamone! Esatto è quello che dovete fare, ma insieme! Buona giornata Titolo: TradimentoData: 31/04/2010Autore: KikiGentilissima Dr.ssa Sara Ginanneschi Le scrivo poichè sto vivendo un periodo davvero difficile. Ho 23 anni e mi sono laureata a giugno, da allora lavoro nella stessa attività con il mio ragazzo (stiamo assieme da oltre 4 anni). Le cose sembravano andare per il meglio, progetti lavorativi e familiari (nonostante lui probabilmente si senta meno pronto di me ad affrontare l'esperienza matrimoniale, lui ha 27 anni) accompagnavano le nostre giornate e credevo fossimo felici, ma come può dedurre dall'oggetto della mia mail così non era. Da qualche mese avevo iniziato a notare qualche comportamento furtivo, e a percepire che qualcosa non andava come doveva, nulla era cambiato, il troppo lavoro e lo stress della situazione economica non rosea in cui ogni piccolo imprenditore si è imbattuto in questo ultimo anno giustificavano la stanchezza e il poco desiderio di incontri "amorosi" tra di noi, nonostante sia sempre stata sua la tendenza al rifiuto d'intimità, soprattutto se "completa". Ma le molte ore di lavoro erano un'ottima spiegazione al problema anche se la cosa mi pesava. Tutto ciò, legato al mio sentore che qualcosa non stava funzionando mi ha portato ad "indagare", e controllare, in particolar modo il suo telefono. Certo non ho mai trovato nulla di determinante ma piccole tracce che amplificavano i miei sospetti. Dopo qualche mese di ingegnosi stratagemmi sono riuscita a scoprire che si sentiva frequentemente con la sua ex ( non la ragazza precedente a me ma la sua prima ragazza, che aveva all'epoca tradito determinando la fine della loro relazione, avevano 18 anni)tramite messaggi. La cosa era iniziata in maniera blanda all'inizio di ottobre fino ad assumere in un mese picchi di 40 sms al giorno a qualsiasi ora in cui non ero in sua compagnia. Ho chiesto spiegazioni e dopo un'iniziale negazione a fine dicembre abbiamo parlato, mi ha detto che era andato in confusione ma che comunque voleva me e che non l'avrebbe più sentita. Dopo soli 5 giorni ha ripreso a sentirla dall'altro numero di cellulare in suo possesso. I messaggi erano nettamente diminuiti (3/4 gg)e io all'inizio pur sapendo che si sentivano chiedevo solo e quando lui negava, morivo dentro per le sue bugie ma speravo finisse. Verso metà gennaio la situazione era diventata per me insostenibile e nuovamente gli dissi che sapevo che si stavano sentendo. Lui mentì ancora, si arrabbiò per la mia mancanza di fiducia, mi fece sentire paranoica, e mi disse che aveva sistemato ogni cosa. Effettivamente dopo quel giorno i sms sparirono quasi del tutto se non 1/2 ogni 10-15 gg. Ma qualcosa stava rimanendo e non lo tollravo. Così, continuando a scavare a fondo per non impazzire e conoscere la verità ho scopertoa febbraio che si erano incontrati due volte a casa di lei e che erano stati a letto nel mese di dicembre e che dopo la prima volta che io gli parlai non si erano più visti. Mi è crollato il mondo addosso, non potevo crederci... La mia vita, i mie sogni ogni mia aspettativa e speranza...distrutta in un momento... disgustata, soffocata dal dolore che mi impediva di sorridere e di desiderare ogni cosa...persiono di alzarmi la mattina avrei voluto scomparire e isolarmi dall'universo senza nessuno attorno. Ho allontanato chiunque mi volesse bene alzando un muro attorno a me. Lo amo. Quando gli ho chiesto spiegazioni dicendo che sapevo ogni cosa... ancora una volta fino all'ultimo ha mentito, pur con me in lacrime davanti a lui, per poi confessare e scongiurarmi di perdonarlo. In lacrime, ha detto cose e fatto gesti che per suo carattere ritenevo impensabili, tutt'ora si comporta diversamente nei mie confronti e si sta impegnando per recuperare... io però continuo ad essere a pezzi, stavamo progettando casa, lavoro, credevo mi amasse...e invece a lei ha detto che è sempre stato suo, che l'ha sempre amata... se ha pensato questo come può ora dire di amare me?!??! E' possibile? Ho una tremenda paura che la sua sia una scelta di convenienza, che si senta ormai indirizzato nella strada con me, che parenti, progetti, affetto lo leghino a me...ma che in realtà abbia sempre voluto lei. (aveva tradito anche la sua precedente ragazza in un' occasione con il suo "primo amore"). RingraziandoLa Le porgo Distinti Saluti. Kiki RISPOSTA:Cara Kika, purtroppo al cuor non si comanda ed ancor meno ad un cuore ferito e deluso! Il comportamento del tuo compagno ahimè sembra sistematico: è un traditore; ha tradito tutte le sue ex ragazze e due con il suo primo amore. Tu pensi che lo faccia perché è ancora innamorato di lei ... beh io penso che invece lo faccia per sua insicurezza e che questa ragazza lo "riprenda" e si acconti di averlo solo per fugaci avventure e qualche sms. I sentimenti d'insicurezza e dipendenza in questa storia si sprecano davvero e tutti i personaggi coinvolti si sorreggono a vicenda attraverso comportamenti inadeguati ed inefficaci, ma che permettono a tutta questa di dinamica di restare in piedi! Tu che sai che ti ha tradito, ma non lo lasci, lui che scoperto ha mentito fino all'ultimo ed è comunque ricaduto nella vecchia abitudine, la ex che tradita a suo tempo, gioca il ruolo dell'amante. Come tu hai ben capito, il tuo problema di autostima trova terreno fertile in questa storia. Non posso darti una "prescrizione", ma voglio sbilanciarmi in un consiglio: siediti e rifletti su quello che è giusto per te. Il dolore, la delusione, l'angoscia sicuramente passeranno. Ci vorrà tanto, poco, non si può certo dire, ognuno ha la propria risposta, ma poi passano. Vivere continuamente con la persona che ti ricorda questa angoscia e che la alimenta, certamente non è altro che benzina sul fuoco! Rifletti su cosa è meglio per te, su cosa vuoi per la tua vita a 23 anni, se ti meriti di stare con un ragazzo traditore, se ti meriti di dover buttar giù un boccone di questo tipo. Poi pensa a lui. Tu lo ami, bene e lo puoi anche perdonare? Perché se non riesci a buttarti alle spalle questa brutta storia tornerà sempre e non andrà certo meglio. Una volta che hai capito se ti meriti il tuo ragazzo e che puoi buttarti tutto alle spalle vi mettete a tavolino e poni tutte le condizioni che ti servono affinché tu possa riuscire ad amarlo senza ombre. Questo significa che il rapporto va in galera, si fissano dei termini che possono essere anche: "poiché mi hai tradita, io adesso ho difficoltà a fidarmi di te e mi sento sempre insicura. So che il problema è mio, ma non riesco a ripartire. Se vuoi stare con me io ho bisogno di: ..., per un mese, un anno, 10 anni ... puoi darmerlo?" che sia leggere il telefonino, fare domande indiscrete, telefonate a tutte le ore o quant'altro! Devi dare un limite perché non puoi rinforzare la tua sfiducia all'infinito quindi, dai un termine a lui ed a te stessa perché pensi seriamente che puoi riuscire in questo modo a fidarti nuovamente di lui. Se ritieni, in tutta franchezza di non riuscirci... allora pensa seriamente a lasciarlo! Non si sta con una persona per l'insicurezza, ma per amore e spesso, purtroppo, molte ragazze (più che i ragazzi) tendono a scambiare i due sentimenti e pensano di amare tanto, mentre hanno invece paura di affrontare il mondo da sole. Se senti che questo percorso è gravoso, fai una ricerca su www.elencopsicologi.it che è un sito che fornisce un servizio gratuito e cerca una persona che si occupa di adulti e coppie nella regione di tuo interesse. In bocca al lupo!
Titolo: Problemi di coppia, un nuovo inizioData: 10/11/2009Autore: LoredanaBuonasera e grazie per il servizio che offre, sono veramente disperata la mia è travagliata: 11 anni di matrimonio, una figlia che il signore ha richiamato a se e per finire una separazione. Dopo 5 mesi dalla separazione il mio ex ha chiesto una chance,che gli ho concesso perchè lo amo, poichè aveva capito che non poteva stare senza di me.
Mi aveva promesso che i problemi che hanno causato la separazione ( bugie da parte sue, chat hard di nascosto, uscite tenute in segreto, telefonate equivoche...) non si sarebbero ripresentati e avrebbe interrotti i rapporti con una donna che stava frequentando.
E' tornato a vivere con me ma non mi ha mai sfiorata con un dito(sono ormai passati 9 mesi), ho affrontato il problema ma ha risposto che dovevo dargli tempo.Ieri sera dopo aver scoperto l'ennesima bugia( è andato a roma rientrando alle 4 a fare cosa?)l'ho affrontato e ha ammesso che non ha rapporti con me perchè si sente bloccato non sa da cosa. Gli ho proposto una terapia di coppia ma non ho avuto risposta.
E' andato via una settimana per lavoro(cosi dice!) e al rientro vuole di nuovo andare via ma non ha preso oggetti personali. Non si fa sentire per telefono e nn vuole essere disturbato ma se non lo chiamo sostiene che
non sono interessata al nostro rapporto. Mi dica cosa devo fare qst atteggiamento mi ferisce e mi sento colpevole delle discussioni, lui sembra sempre avere ragione alla fine e se lascio perdere diventa un uomo dolce e attento(sempre niente sesso). Tutte le volte che riconquista la mia fiducia mi tradisce. Sono io che ho una opinione errata del rapporto o è normale che lui abbia questi cambiamenti repentini, premetto che già in passato mi ha lasciata per periodi di riflessione.
Mi aiuti sono forte ma ora sento che sto per cedere non più la forza di lottare da sola.
Grazie anche se non risponderà alla presente. Loredana RISPOSTA:Cara Loredana, certo che rispondo.. con po' di pazienza lo faccio sempre! Io credo che una terapia di coppia possa aiutarvi davvero, non tanto per la sessualità, fortemente compromessa, ma anche per ricostruire il vostro rapporto che è stato messo su una base un po' traballante mi pare. Non ho l'ambizione di poter comprendere un problema completamente da queste poche righe che mi scrive, però sembra che, oltre all'amore, vi leghi una storia comune non troppo facile e forse vi siete lasciati, ripresi, riallontanati e poi riavvicinati, senza riproporre un nuovo inizio, una volta per tutte. Penso che dovreste far emergere tutti i problemi passati e metterci una pietra sopra, poi iniziare con una nuova complicità, intimità ed infine il sesso. Buona fortuna e mi faccia sapere se va meglio.
Titolo: Confusione Identità/Orientamento sessualeData 04/11/2009Autore: Marina, 34 anniSalve, RISPOSTA:Cara lettrice, innanzitutto ho dovuto tagliare molto della tua lettera perchè era eccessivamente lunga e chiedo la cortesia a tutti i lettori di "regolarsi" in tal senso. Per quanto riguarda il tuo caso, non so dirti se si tratta di un Disturbo dell'Identità di Genere perchè esso si manifesta anche come dici tu: rifiuto del proprio corpo, del proprio ruolo, desiderio di essere dell'altro sesso, ma il vissuto è spesso molto più angoscioso, mentre tu sembri più "ansiosa" a riguardo ed altri sintomi di cui mi hai parlato mi hanno fatto propendere per questa direzione. Penso che dovresti fidarti del tuo psicoterapeuta e rivedere anche la terapia farmacologica. Non si prendono farmaci "così", bisogna essere seguiti da uno psichiatra o da un servizio di psichiatria e sarebbe inoltre necessario che vi fosse un accordo tra questa figura professionale e lo psicoterapeuta, cosa che qui manca totalmente. Inoltre, non capisco questa tendenza a cercar conferme altrove: è seguita da una persona, rivolga a questa i suoi dubbi o, se non si fida, la lasci e scelga un altro professionista! Comunque, non so come stia lavorando questo psicoterapeuta, ma da quello che racconta io ho pensato ad un'omosessualità egodistonica. Come si sa essere omosessuali non è una malattia, ma non accettare questo orientamento può generare ansia, confusione e depressione. Quindi io penso che il percorso che dovrebbe fare è quello di cercare dentro di sè una consapevolezza in questo senso, capire cosa vuole e cosa questo comporti ed anche buttarsi un po' nelle esperienze della vita. In relazione poi alla sua frigidità con gli uomini, se da una parte si potrebbe spiegare con questa conclusione, può darsi anche che lei invece sia sessualmente ipoattiva e che questo le abbia indotto dei dubbi sul suo orientamento. Penso quindi anche io, come il suo psicoterapeuta che i farmaci possano essere superflui, ma la invito comunque ad una consultazione con i professionisti con cui sta lavorando. Cordiali saluti
Titolo: Mancanza eccitazione femminileData: 13/08/2009Autore: NicolaBuongiorno,ho trovato la sua e-mail in internet,le vorrei spiegare il mio caso: Sono sposato da 15 anni e ho 2 figli anni,amo mia moglie (ha 39 anni)ma lei ultimamente da circa 1 anno non prova più attrazione e eccitazione sessuale,non so cos'e' un bacio visto che lei non ne sente la necessità,ne abbiamo spesso parlato ma senza conclusioni.Sono sicuro che non ha un'altro uomo.Lei in vita sua non da mai avuto un orgasmo e questo la sempre disturbata ma non ha mai voluto approfondire il problema ma ora non sente neanche l'attrazione fisica nei miei confronti .ho anche ipotizzato che non era più innamorata e ci può anche stare ma parlando chiaramente mi dice che non prova eccitazione con se stessa o con pensieri che la porterbbero all'eccitazione.Si può parlare di "frigidità".Ultimanemte è superattiva non fa in tempo a fare una cosa e già sta pensando alla prossima,ex.nuoto,corsa,bici,gite in montagna ecc.sembra che cerchi di tenere la testa impegnata per non affrontare il problema,e mi ha chiesto di lasciarla in pace sessualmente ,forse ora se decisa di andare da una psicologa,mi consiglia anche una sessuola. A mia moglie ci tengo molto ma questo fatto sta mettendo in crisi il ns rapporto Cordiali Saluti Nicola RISPOSTA:Salve Nicola, non ho ben capito la domanda che voleva pormi, quindi le parlo un po' del problema in generale. Non è detto che sua moglie non abbia più l'eccitamento verso di lei, perché soddisfa i propri appetiti con un altro uomo, ma certo non sono cose da poter escludere. Sebbene sia molto giovane ancora, potrebbe trattarsi di un problema legato ad una prematura menopausa o forse ad un leggero stato depressivo. Come vede la mancanza di eccitamento potrebbe essere un sintomo, oltre che un disturbo a sé. Il fatto che adesso voglia risolvere il problema è già un buon passo ed è necessario che, da chiunque andiate, sia previsto un percorso anche di coppia, perché spesso i problemi dell'uno si riflettono su quelli dell'altro, le faccio un esempio: ora che non avete rapporti da molto, potrebbe indurre in lei ansia da prestazione, potrebbe emergere che sua moglie non raggiunge l'orgasmo con la penetrazione, ma in altri modi sì e quindi potrebbe dipendere dal tipo o dalla durata del rapporto. Vi consiglio uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, meglio se lavora anche in ambito sessuologico (basta chiederlo anche durante il colloquio telefonico), vi sottoporranno ad accertamenti anche fisici quindi potrebbe valere la pena di consultare anche il medico di base, in prima istanza. Cordialmente. Titolo: AnorgasmiaData: 28/04/2009Autore: Luigisalve, mi chiamo luigi ho un problema: nei rapporti sessuali con la mia fidanzata miè capitato di fare l'amore e di non venire. mi è capitato già due volte volevo sapere il motivo del perchè capita questa cosa e se posso rimediare con qualcosa. grazie mille RISPOSTA:Caro Luigi, non so se hai avuto modo di leggere l'articolo su questo sito relativo ai Disturbi dell'Orgasmo Maschile, te lo riassumo brevemente: si tratta di un ricorrente e persistente ritardo o assenza dell'orgasmo dopo una fase di eccitazione ed il coito normali. Ricorrente e persistente non significa due volte quindi! In realtà quando si parla di disturbi sessuali è necessario fare sempre riferimento ad un medico, si comincia da quello di base che può consigliare un andrologo di fiducia e quest'ultimo potrà indicare quali analisi cliniche fare (di solito analisi del sangue). Una volta fatto questo lavoro più medico, se il problema è in questo ambito, si reperisce qui anche la cura; qualora il problema sia invece di natura psicogena questo è l'indirizzo giusto. Si affrontano sedute individuali e di coppia si fa una diagnosi precisa e da qui si parte per la soluzione. Essendo tu stato molto generico, cerco di darti un po' di informazioni generali! Innanzitutto dovresti verificare se è solo durante i rapporti, che non hai l'orgasmo, mentre, con stimolazioni diversi sia da solo che con la tua ragazza, la cosa risulta normale. Inoltre è un buon esercizio cercare di capire "cosa ti passa per la testa" mentre fai l'amore con lei. Magari è un periodo di particolari preoccupazioni, pensi che qualcuno potrebbe sorprendervi, hai qualche timore specifico legato al rapporto... qualora tu trovi qualcosa che interferisce con la tua libertà sessuale, può essere questo a determinare l'anorgasmia. Il consiglio più immediato e forse banale è quello di parlarne con la tua ragazza e se sei consapevole che ci sono dei "problemi" che si trasformano in pensieri durante i vostri rapporti...affrontarli quanto prima! Qualora invece credi che ci sia qualcosa di più importante allora rivolgiti prima di tutto ad un medico per fare il check up completo. Tienimi aggiornata!
Titolo: Depressione-Dipendenza-SessualitàData: 03/01/2009Autore: Vincenzo, 32 anniSalve, ho 32 anni e vengo direttamente al mio problema. Non ho mai avuto una ragazza nè un primo bacio nè un rapporto sessuale. Sono sempre stato cordialmente respinto nonostante diversi tentativi. A 20 anni ho avuto una forte delusione(rifiuto) quando avevo una carica affettiva enorme(prima e unica volta che sono mai stato innamorato) e credo che questo abbia un po' segnato, come un trauma, gli anni successivi.Il mio problema è che adesso sento di non riuscire a provare sentimenti per nessuna donna(anche da ragazze che fanno gesti notevoli di amicizia), forse per via della mia età più matura forse per il mio passato e la mia insoddisfazione o forse perchè tanto so che appena faccio un passo avanti vengo subito bloccato. RISPOSTA:Caro Vincenzo, il problema è ben riassumibile: tu hai avuto delle delusioni che non ti hanno permesso di sviluppare alcune abilità...e che soprattutto hanno avuto un certo impatto sulla tua autostima ed adesso, da una parte non sai approcciare le ragazze perché non hai mai imparato, dall'altra, se lo facessi comunque, probabilmente incorreresti in un fallimento, rinforzando la tua tacita idea di non essere in grado. Non devi iscriverti ad un corso di cucito, anzi...l'unica cosa da fare in questi casi è proprio buttarsi nella situazione per verificare che i rifiuti, non sono piacevoli certo, ma neanche la fine del mondo. Inoltre, per imparare ad approcciare una donna (hai detto bene tu adesso sei grande!) devi provarci e trovare la tua modalità. Non so se il consiglio ti sembra banale, ma è la cosa da fare in questi casi. Per quanto riguarda la lap dance non credo che tu stia sviluppando una dipendenza, però a parer mio ti consiglio di investire quei soldi in uno psicologo in carne ed ossa e seguire un training assertivo che ti aiuti a maturare abilità sociali più funzionali. Titolo: sessualitàData 28/12/2008Autore: gianni, 18 annisalve sono un ragazzo di 18 anni e da circa 8 mesi combatto con una paura eansia terribile che mi stressa tutti i giorni non riesco adandare avanti tutto si è ache catapultato sullo studio e sulla mia cuotidianetà so di essere eterosessuale perchè i piacciono le donne ma dopo una brutta esperienza di vergogna di pudore personale frustrazione di una mancata erezione ho incominciato a sentirmi strano disturbato da ansia e da pensieri che potessero cercare una mia rispost al fatto accaduto adesso mi trovo in una situazione brutta prima non avevo mai avuto problemi di questo genere adesso non riesco a stare tranquillo più passa il tempo e come se le cose cambiassero pur che io non voglia ero fidanzato con una stupenda ragazza che mi attirava da morire e mi sono lasciato circa tre mesi fa adesso vivo la mia cuotidianetà nella paura di poter diventare omosessuale non ho attrazione verso gli uomini ma ho stati di ansia forti che mi fanno entrare a pensare cose che non vorrei pensare e più mi dannoper cercare di eliminare tutto e più la cosa aumenta se invece non ci faccio caso a volte mi rendo conto che sia tornato tutto come prima ma subito dopo senza accorgermene risuccede la stessa cosa a volte sono così sicuro di me stesso che pesno che sia tutto passato e invece è 7 mesi che faccio questa vita come posso fare a dimenticare tutto tranquillizarmi e adare avanti adesso mi frequento con una ragazza ma a volte mi faccio venie dubbi che non esistono sulla mia sessualità a volte ho paura di non provare niente anche per un semplice bacio ma se non ci faccio caso va tutto come prima...i pensieri che mi vengono in testa mi fanno star male èerchè non è quello che voglio e mi danno sempre sono anche pensieri pesanti immorali come masturbazione orale ecc..cose orrende che prima non esitavo neanche farmele passare dalla mente adessoè come se non ho il controllo di me stesso aiutatemi ditemi come posso autocontrollarmi e come posso dimenticare tutto per riprendermi la vita che avevo prima felice!! purtroppo ansia ed erezione non vanno affatto d'accordo. Per vivere serenamente la tua sessualità è necessario quindi che tu affronti l'ansia. Un buon modo è quello di essere sincero ed aperto con la tua partner, dirle che hai avuto quel problema una volta, forse per lo stress e che adesso ti condiziona e non fai altro che pensarci, inibendo quindi la tua performance. Potendo tentare di avere un rapporto, ma senza alcuna pretesa, il tuo problema dovrebbero risolversi velocemente. Anche se tu dovessi rivolgerti ad un esperto in carne ed ossa, comunque è indicato coinvolgere la propria partner.
Titolo: penso omosessualità o crisi d'identità o semplicemente ossessioneData: 28/12/2008Autore: Sergio, 20 anniSalve. Vi ringrazio tantissimo, spero troverete una risposta a ciò.129076 RISPOSTA:Caro Sergio, hai bisogno di aiuto e quello che possiamo offrirti tramite questo servizio è solo un'indicazione. Devi rivolgerti ad un professionista in carne ed ossa perché non è infrequente che dai pensieri ed impulsi si passi poi alla ricerca effettiva di appagamento. Ti consiglio di rivolgerti ad uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale che proprio sui pensieri e sui comportamenti può aiutarti a lavorare!
Titolo: Quando l'amante si sente "cornificato"Data: 29/02/2008Autore: Arianna, 38 anni, MilanoCara Dottoressa, da circa 9 mesi ho una bellissima relazione con un mio collega di lavoro, che è iniziata proprio quando ero in crisi con il mio matrimonio, durato 7 anni e, proprio la crisi matrimoniale ha determinato l'inizio di questa storia. Con mio marito non avevamo quasi mai rapporti sessuali, mentre col collega anche più volte al giorno; lui riusciva a darmi tutto quello che il matrimonio non mi dava e per un po' di tempo le storie sono andate avanti contemporaneamente. Durante l'ultimo mese, prima che chiedessi la separazione da mio marito, ho acconsentito 3 volte ad avere rapporti con lui, ma davvero malvolentieri e la sensazione non era quella di piacere ma di vera e propria violenza perché mi sentivo usata da lui e non coinvolta. Dato che al mio collega raccontavo tutto egli sapeva anche di questi ultimi 3 rapporti che per me ho avuto solo per dovere coniugale, ma lui ha iniziato ad incolparmi per quello che ho fatto ed ha iniziato a sostenere che gli avevo fatto le corna. Dopo la separazione ho continuato con lui la relazione ma ha smesso di avere rapporti sessuali con me ed ogni volta che provo ad avvicinarmi lui si allontana offeso ed irritato e questa cosa sta rovinando il nostro rapporto che però continua perché si basa su sentimento davvero forti ed importanti. Secondo lei è normale che si senta cornificato quando ho avuto rapporti con l'uomo che comunque era ancora mio marito? Come posso risolvere questa situazione ed aiutarlo a ricominciare con me la nostra storia in modo sereno? La ringrazio anticipatamente per la risposta! RISPOSTA:Cara Anna, "normale" è una parola che significa poco in questo contesto e comunque non è questa la cosa più importante al momento perché, indipendentemente che l'atteggiamento del tuo nuovo compagno sia o meno normale, resta il fatto che lui sta vivendo la situazione in questo modo che va ad intaccare il vostro rapporto. Credo che a volte vi siano equilibri fragili nelle coppie e quello che poteva essere tollerato quando eravate "amanti" può divenire insopportabile modificando lo status di coppia. Passo quindi alla seconda domanda: per aiutarlo dovete innanzitutto parlarne e capire in che modo lui abbia visto o veda attualmente questi tuoi 3 rapporti sessuali con il tuo ex-marito. Immagino che ne abbiate parlato abbastanza e che forse lui stesso sia riluttante nel tornare sull'argomento, ma a quanto pare si sono attivate delle credenze in lui che gli impediscono di vivere serenamente un rapporto sessuale con te e questo può a lungo termine diventare un problema serio. Sedetevi dunque a tavolino e tu, chiedi specifiche spiegazioni circa la sua sensazione di aver subito un tradimento: che cosa intende? Cosa avrebbe voluto che tu facessi? Cosa puoi fare adesso perché lui non si senta più in quel modo? A queste domande non posso risponderti io, ma deve farlo lui! Tu non giustificarti ulteriormente, ma rispondi semplicemente come mai hai fatto sesso con il tuo ex-marito, perché ti sentivi in dovere visto che eravate sposati, perché comunque ti dispiaceva per lui perché avevi una relazione, perché in cuor tuo speravi di poter riavere con tuo marito, le sensazioni che invece provavi con il tuo collega...sinceramente! Nessuno ti ha obbligata, ma tu potevi sentirti in tal modo (almeno così si capisce dalla tua lettera!) è vero però che potevi dire di no, puoi spiegare perché? Se lui te lo chiede devi potergli dare una risposta che non sia una difesa! Una volta che siete venuti a capo del perché lui prova queste sensazioni, deve guidarti nel trovare il modo per ricominciare da capo! Insomma vedetela come un reato, questo è il processo, tu ti dichiari colpevole di aver avuto rapporti con tuo marito e la corte ha deciso che devi scontare una pena. Benissimo, qual è questa pena? Quanto deve durare? Come puoi ottenere una sua riduzione? Scusa se semplifico molto ma è bene o male questo che devi provare ad ottenere dal tuo compagno. Fammi sapere!
Titolo: Paura delle donneData: 24/02/2008Autore: Piero, 24 anni, SienaSalve mi chiamo Piero ho 24 anni e le scrivo dalla provincia di Siena, non posso permettermi una terapia e non credo di essere la persona adatta a questo genere di cose, quindi le chiedo un consiglio per aiutarmi e guidarmi a guardare dentro di me per risolvere qualche dubbio. Innanzitutto le dico che negli ultimi hanni ho subito diversi cambiamenti, primo fra tutti il trasferimento dalla vita universitaria fuori sede (Milano) al ritorno a casa per problemi familiari 2 anni fa e la morte di mio padre per un tumore. Sono sempre stato una persona abbastanza estroversa e rilassata ma questo non si può dire nel mio rapporto con l'altro sesso; ho sempre avuto relazioni piuttosto brevi fino ad una con quella che io considero la mia prima ex ragazza, con la quale sono stato 7 mesi. Prima anche se non ero disinvolto con le ragazze, non ero neanche ansioso come adesso e credo che sia stato a causa di questa relazione che con il tempo di è rivelata davvero pesante. La ragazza in questione si è dimostrata subito molto intimidita dal sesso e molto rigida su questo ed altri aspetti della relazione; io avrei invece voluto una relazione passionale e vivace e quello che ne è venuto fuori una gran depressione e noia che è finita solo quando mi sono deciso a lasciarla. Da allora appena ho a che fare con una ragazza, anche se mi piace, mi viene una grande ansia come se un'eventuale relazione mi tarpasse le ali e mi rubasse nuovamente la gioia di vivere e spesso, nelle ragazze che ho incontrato ho visto subito alcune caratteristiche di rigidità che aveva la mia ex. Con la morte di mio padre ho avuto una sorta di periodo di assestamento nel quale non ho avuto che qualche avventura occasionale, ma niente di soddisfacente fino all'anno scorso quando mi sono messo con una ragazza per la quale, dopo l'inizio della sensazione di noia ed imprigionamento nella relazione, sono riuscito a sciogliermi completamente, tanto che ho perso letteralmente la testa per lei, che poi per altri motivi mi ha però lasciato. Da allora non ho avuto altre occasioni e mi capita spesso di pensare che anche se ci sono intorno a me delle belle ragazze, alla fine non sono molto interessato a loro e la voglia di iniziare una storia a volte mi manca completamente. Uno di questi giorni un mio amico, mentre prendevamo l'aperitivo in un bar, ha iniziato a scherzare sulla mia situazione perché ho detto che una ragazza del nostro gruppo, esteticamente attraente, però non mi interessava più di tanto ed ha iniziato a dire che se non mi piaceva allora ero un omosessuale. Lo so che scherzava e che io non sono assolutamente omosessuale perché mi piacciono le donne, però ho sentito il sangue pulsarmi nelle tempie e anche se di normale io sarei una persona tranquilla e moderata, l'avrei picchiato; sono riuscito a calmarmi ma questo suo atteggiamento mi ha proprio sconvolto ed ho pure passato qualche ora ad interrogarmi sul fatto che non poteva essere vero. Non capisco come mai non provo più interesse nelle relazioni e come posso fare a sbloccarmi da questa paura che ho rispetto ad avere una relazione più duratura. La ringrazio e spero che possa rispondermi al più presto. RISPOSTA:Caro Piero, ho letto con interesse ed attenzione la tua lettera e devo dire che mi ha molto incuriosito. Non voglio farti arrabbiare anche io come il tuo amico, ma certo la reazione che hai avuto di fronte all'"accusa" di essere gay ha rilevato una forte omofobia, che certo non significa che sei omosessuale, ma che denota una forte paura e tensione relativamente alla possibilità di esserlo! Nel guidarti, perché è questo che tu mi chiedi, io ti invito pertanto ad indagare questo tuo atteggiamento e di modificarlo, non perché potresti essere tu omosessuale, ma perché gli omosessuali esistono, sono persone come tutte le altre ed è implausibile che nel 2008 un ragazzo di 24 anni che vive nella civiltà ed ha anche studiato sia così bigotto!
Titolo: Omosessualità?!Data: 15/04/2008Autore: Serena, 27 anniCara Dott., le scrivo perché sono un po' confusa. Da 10 anni ho capito di essere lesbica ed ho anche avuto alcune relazioni 1 per più di un anno. Io mi sento molto femminile ed anche esteticamente cerco di dimostrarlo perché così mi piaccio di più, però non mi piacciono le ragazze gay troppo maschili esteticamente, mentre alcune mie amiche lesbiche dicono che dovrei...insomma che in una coppia si capisca chi è più e meno femmina delle due. Hanno ragione? RISPOSTA: Cara Serena, le tue amiche dicono delle sciocchezze enormi e poi...voglio dire è anche contro-intuitivo: se in una coppia gay si dovesse ricreare l'uomo e la donna...allora perché non essere direttamente etero? Una lesbica è lesbica perché attratta esteticamente da altre donne...più o meno femminili esattamente come possono piacere più le bionde che le more o viceversa e lo stesso accade nei maschi omosessuali. Naturalmente l'attrazione è solo un preambolo perché come gli etero anche gli omo si innamorano e...nello stesso modo quando uno è innamorato può apprezzare anche una fisicità inizialmente non pienamente apprezzata! Orientamento sessuale ed identità sono concetti ben diversi: una donna può sentirsi donna (identità) ed amare una donna od un uomo (orientamento) il resto dipende dai gusti! Solitamente le coppie omosessuali così come le descrivono le tue amiche si definiscono omofobiche...eh sì! Aderiscono ad uno standard sbagliato basato sui pregiudizi... Vivi la tua sessualità e segui le tue passioni, perché quelle non sbagliano mai e quando è la testa ad avere dubbi, continua a chiedere consigli a chi ne sa...più delle tue amiche :D Tante buone cose! Leggi le domande e le risposte sugli altri argomenti: |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Maggio 2010 18:01 |