| Problemi di coppia o relativi alla sessualità |
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Titolo: Lui non mi desidera
Data: 28/01/2012Autore: Laura
Gentile dottoressa, RISPOSTA Cara Laura, Titolo: Problemi di coppia, sessuali, abuso
Data: 11/12/2011Autore: ElenaMaria
Gentile dott.ssa le espongo brevemente il mio caso: Sono sposata da 10 anni con un uomo che ha una pulsione sessuale continua e che ci condiziona la vita. Mi sono resa conto da subito che poteva dipendere da un abuso da lui subito e negli anni me ne ha dato conferma proprio lui stesso. Abbiamo intrapreso il primo percorso di terapia di coppia mentre ero in attesa del nostro secondo figlio e ora che il primo ha 7 anni e il secondo ne ha 5, siamo daccapo. Il terapista ci consigliò un percorso individuale perchè il disagio da lui provato è totale, richiede molta comprensione e pazienza, ai rifiuti lui si sente malissimo ma non sempre riesco a corrispondere ai suoi desideri. Mi incolpa di essere noiosa, distante, che penso solo all'affettività e non alla passione, mi dice che sono lenta rispetto a lui che va sempre "a cento all'ora". In certi periodi sta sempre fuori dicendo che la mia vicinanza gli scatena pensieri sessuali continui e io, capisco la sua ossessione ma non riesco più a farmene carico. Ha provato ad andare da uno psicologo, ma dopo poche sedute ha rinunciato. E' eternamente insoddisfatto, infelice, e vuole solo giocare, ridere e scherzare con gli amaci. Mi rimprovera infatti di non essere amica, di non poter essere spontaneo con me perchè cerco di riportarlo sempre alla realtà. Non so come spiegarle, è un adolescente confuso e preda degli ormoni ma ha 35 anni ed è padre di due bambini. E' eternamente alla ricerca di un hobby a cui dedicarsi a 360°, moto, bici, pesca, palestra, auto.. Non ha autocontrollo, ha già 3 querele per percosse. E' sempre inquieto ed io sono stremata. Ma lasciarlo è durissima, mi fa male solo a pensarlo, sia per me sia per i bimbi che ama moltissimo. Come posso aiutarlo? RISPOSTA
Cara Elena Maria, le suggerisco di rivolgersi alla sua USL di competenza e verificare la possibilità di chiedere un supporto presso una struttura per donne e bambini in difficoltà. Sapranno certamente meglio loro indirizzarla per aiutare a sua volta suo marito. Non si può infatti aiutare qualcuno quando noi stessi abbiamo bisogno di un supporto. In bocca al lupo! Titolo: Desiderio sessuale inesistente
Data: 30/11/2011Autore: Isabella
Buonasera Dott.ssa, sono a chiederle un consiglio: ho 40 anni e la sclerosi multipla da 19 anni, ultimamente sono peggiorata sia fisicamente che sessualmente: non provo più nessuna sensazione. L'ho detto a mio marito ma sembra che non gli abbia detto niente: non è cambiato niente. Sono sposata da 1 anno e mio marito (musulmano 30 enne) ha sempre voglia di farlo ma io non provo niente, non desidero averi rapporti, è fatica ed è doloroso. Ho paura che vada con altre, capisco che lui non ha problemi e che giustamente ha desiderio e che è giusto che lui abbia rapporti, ma io non accetto assolutamente che vada con altre. Ma non è neanche giusto per lui non avere rapporti. Che faccio? Dovrei lasciarlo? Spero di ricevere una Sua risposta, grazie, Isabella. RISPOSTA
Cara Isabella, le due soluzioni che lei mi presenta per il suo problema sono entrambe molto drastiche: lo lascio o gli permetto di andare con altre donne? Quello che invece potrebbe essere utile è affrontare il problema insieme e, se suo marito "non ci sente" come ha scritto lei nella sua lettera, allora può essere utile rivolgervi ad un consulto di coppia per capire come sia meglio affrontare questo problema insieme! Lei personalmente potrebbe affrontare il suo calo del desiderio attraverso un percorso personale per capire in che modo la malattia incide sulla sua identità personale e sessuale e risolvere l'eventuale "conflitto" che sta vivendo. Penso però che se si parla di sesso, si parla anche di coppia quindi potrebbe essere utile affrontare un percorso insieme a suo marito e trovare con un terapeuta il modo di risolvere la situazione. Lasciarlo o permettergli di avere altre donne, piuttosto che continuare ad avere rapporti per lei non gratificanti, non sono delle opzioni ragionevoli e paiono dettate da una grande paura di perdere suo marito. Titolo: Calo sessuale
Data: 18/11/2011Autore: Barbara
Salve Dr.ssa Ginanneschi. Le faccio una domanda ma e normale che un uomo a 30 anni abbia un calo sessuale? Visto che il mio compagno lo sento molto spento faccio fatica a volte a capire anche se gli faccio presente che sento il bisogno di stare con lui mi manca.Come posso far capire questo a lui? RISPOSTA
Cara Barbara, faccio davvero fatica a capire cosa mi vuole dire. Forse intende che suo marito non è più molto attivo sessualmente?! Beh questo capita a tutte le età e può dipendere da fattori molteplici anche esterni alla coppia, come stress e preoccupazioni che in qualche modo vanno ad interferire con il desiderio sessuale e spesso potrebbero anche incidere sulla prestazione, qualora l'uomo decida di accontentare comunque la compagna. Per far capire al suo compagno che le manca...scusi la banalità, ma provi a dirglielo semplicemente, così magari capisce anche perché si è allontanato. Titolo: Curiosità
Data: 10/11/2011Autore: Alessio
salvo dottoressa.. la mia più che altro e curiosità è non paura,le spiego in sintesi la mia situazione.. ogni volta che inizio un rapporto sessuale con la penetrazione la prima volta vengo subito è in più non riesco a ripartire subito con la seconda volta xk mi passa l'eccitazione,devo aspettare almeno 10-15 minuti prima di ripartire,ho sempre pensato che fosse mancanza di esperienza per questo sono tranquilla ma visto che lei è sicuramente più esperta di me mi saprà dire di più a riguardo di tutto ciò.. spero in una risposta soddisfacente la ringrazio anticipatamente. distinti saluti. RISPOSTA Caro Alessio, il fatto che dopo aver eiaculato ha bisogno di 10-15 minuti di tempo prima di poter avere un nuovo rapporto è del tutto normale. Si chiama periodo refrattario ed è del tutto fisiologico. Per quanto riguardail fatto che, dopo la penetrazione arrivi subito l'eiaculazione potrebbe trattarsi anche di "eiaculazione precoce", ma, poichè mi parla di "una prima volta" penso che, a seguito di questa eiaculazione precoce e trascorso il periodo refrattario, lei poi riesca ad avere un'erezione sufficiente per un nuovo rapporto la cui durata è per lei più accettabile. Spero che la mia risposta sia stata sufficientemente "soddisfacente" ;) Titolo: Il mio partner non vuole fare l'amore con me
Data: 05/11/2011Autore: Nicoletta
Gentile Dott.ssa, mi chiamo nicoletta, ho 21 anni e sono fidanzata da due anni con un ragazzo di 23 anni. Ci troviamo molto bene insieme, pensiamo allo stesso modo, andiamo molto d'accordo e non vediamo l'ora di vederci e fare insieme cose semplici, come fare una passeggiata, andare a cena fuori, fare un giro in un centro commerciale ecc ecc. Però purtroppo la nostra vita intima non è delle migliori.. I preliminari, il petting.. va sempre benissimo, lui si eccita senza problemi ed anche io.. ma nel momento in cui proviamo ad avere il rapporto lui perde l'eccitazione e non si riesce più a farla ritornare, se non a distanza di qualche ora, quando ormai abbiamo dimenticato il fatto. Io sono vergine e lui invece mi ha sempre detto di aver avuto un paio di rapporti con la sua ex, niente di più, ma vedo che non è molto pratico e onestamente penso che sia vergine anche lui, il problema è che non so accorgermene..! Cosa devo fare? Anche quando prova a mettere il preservativo perde l'eccitazione, pensavamo che fosse un problema del preservativo stesso perchè troppo stretto, così abbiamo comprato quelli più grandi, ma continua a perdere l'eccitazione. E' due anni che va avanti questa cosa.. Non so più che fare. Proviamo sempre ad avere rapporti in ufficio da lui, la sera, dato che a casa mia e a casa sua non è mai possibile e in macchina non vogliamo farlo. Questa estate siamo stati nella sua casa al mare e c'eravamo quasi riusciti.. la mattina alle 6! Quando la sua erezione era del tutto naturale e mattiniera diciamo. Era riuscito ad entrare e non perdeva l'eccitazione, poi ci siamo fermati perchè in quel caso non ero abbastanza lubrificata io e mi stavo facendo molto male. Dopo questo episodio lui mi aveva confessato di aver recuperato un po' di autostima, ma adesso.. tornando in città, con lo stress e tutto il resto non ci riusciamo più. Devo andare sempre in vacanza per poter fare l'amore con il mio ragazzo? Qualche consiglio? RISPOSTA
Cara Nicoletta, innanzitutto mi sembra che ci sia una confusione nei termini: eccitazione ed erezione. Penso che lei intenda la seconda, anche se nella sua lettera scrive continuamente che "perde l'eccitazione". Una cosa che mi ha colpito è che lei dice che crede che il suo fidanzato, nonostante le abbia detto che ha avuto dei rapporti sessuali, sia ancora vergine. Perché "crede"?! Quando ci sono problemi sessuali, la cosa più importante da fare è mantenere un dialogo aperto e sincero! Prima di andare da specialisti e chiedere consigli è sempre necessario parlare all'interno della coppia; come si può pretendere di aprirsi con uno sconosciuto, anche se specializzato, piuttosto che con il proprio partner? Con questo le sto già dando il mio parere: parlatene apertamente, cercando di capire che cosa volete da questo vostro rapporto, compresa l'intimità e la sessualità. È necessario capire cosa vuole l'altro e dichiarare cosa vogliamo noi, anche in termini di frequenza. Se volete fare l'amore ma l'auto non va bene, non c'è bisogno di andare sempre in vacanza, ma certo potreste fare ogni tanto un w.e. fuori porta! Il fatto che non mettiate in atto alcuna strategia "materiale" per avere la vostra prima volta insieme e che, l'unica volta che ci siete riusciti non è stato il partner che di solito ha difficoltà a portare avanti il rapporto, ma l'altro a manifestare problemi, mi fa pensare che alla base ci sia qualcosa da risolvere, anche "a tavolino" se mi passa il termine. Detto questo, le regole da seguire sono: parlatene tra di voi con estrema onestà; rivolgetevi al medico di fiducia per le eventuali difficoltà fisiche e provate a fare un percorso psico-sessuologico insieme, vista la vostra giovane età anche presso un consultorio giovanile che di norma è gratuito. A presto Titolo: Prima volta partner
Data: 24/10/2011Autore: Matteo
Salve dottoressa, sono un ragazzo di 19 anni, e da un anno sono fidanzato con una ragazza di quasi 18 anni. Il nostro è un rapporto splendido, ci amiamo molto e all'inizio di quest'anno abbiamo cominciato ad avere rapporti sessuali. Per me è stata la prima volta in assoluto, non avevo mai sperimentato nessun tipo di approccio sessuale prima di allora.Lei invece aveva già avuto un primo rapporto con un altro,non è stato un rapporto sessuale vero e proprio, perchè si è interrotto per il dolore, però c'è stata la penetrazione e dei preliminari, quindi non si può dire che fosse vergine.Inizialmente la cosa non mi turbò più di tanto, ma col passare del tempo lei diventò più importante di quanto già non lo fosse, e io compresi più affondo quanto fosse intimo e profondo il rapporto sessuale.Adesso il pensiero che lei abbia avuto un rapporto con un altro, che sia stata toccata e lo abbia toccato, mi tormenta incredibilmente, anche ora che le scrivo per esporle la questione sono macerato da dolore.Quello che le chiedo è un parere o un consiglio per superare la situazione perchè ormai alterno momenti di rassegnazione a momenti di rabbia e tristezza, e non vedo il modo per uscirne,visto che la causa del mio dolore non si può rimuovere. La ringrazio anticipatamente, Saluti. RISPOSTA Gentile Matteo, il problema che mi espone è complesso da sintetizzare in un "consiglio" professionale generico. Con questo non voglio dire che il suo è un "caso complicato", ma che è difficile da trattare in maniera superficiale come questo spazio richiede; al contrario, lavorando con un professionista in carne ed ossa, potrebbe immediatamente centrare il problema e quindi approcciarsi ad una sua risoluzione. In ogni caso... quello che lei racconta sembra rappresentarsi tecnicamente come un "pensiero ossessivo" ossia un pensiero che quando entra in testa non è facile (e talvolta sembra impossibile) mandare via. Questo pensiero genera una serie di emozioni negative ed influenza totalmente il proprio stato d'animo ed anche il comportamento individuale e nel rapporto con gli altri. Per mandarlo via è necessario fare una chiara analisi della sua comparsa e dell'emozione che ne è alla base, ecco perché non è facile risponderle facilmente in maniera generica e che le consiglio di approfondire con un professionista. Certamente può provare a capire da solo quale emozione condiziona i suoi pensieri: la paura (di non essere all'altezza dell'altro uomo; di perdere la sua ragazza, ...), il disgusto (perché in qualche modo la sua ragazza è "contaminata" o "sporca"), la rabbia. Non entro nei dettagli anche di queste ipotesi perché so che generano emozioni spiacevoli (così come le capitava mentre cercava di descrivermi la situazione). Una volta compresa l'emozione essa va affrontata e questo non è facile da fare da soli o con la partner. Può essere utile esporsi ad essa finché non genera più il pensiero (si dice che va in abituazione), ma le ripeto, da soli non è facile e rischia di esacerbare ancora di più il problema così come sottrarsi dai rapporti con la sua ragazza o addirittura allontanarsi da lei. Il punto di vista professionale di un collega cognitivo-comportamentale la può aiutare a risolvere il problema ed a mitigarne gli effetti fin dalle prime sedute. A presto Titolo: Problemi di coppia
Data: 28/07/2011Autore: disperata
salve dottoressa prendo coraggio e sono qui a scriverle cercherò di riassumere un mio problema magari lei può darmi qualche indicazione. sono una ragazza di 27 anni e da poco sono stata lasciata da un ragazzo di 29 dopo 6anni bellissimi anche se abbiamo avuto molti problemi e obbiettivi da raggiungere nella vita ce l abbiamo sempre fatta, con molta sincerità e comprensione l'uno con l'altro anche se ci siamo negati molti divertimenti per scopi più importanti. Tutto è cambiato circa 4mesi fa quando lui mi lascia perché diceva che gli davo troppa responsabilità visto che ne aveva tanta con il lavoro (lavora da un anno in quanto ha sempre studiato)che era confuso con il lavoro e il suo futuro lo vedevo insoddisfatto diceva che voleva divertirsi, stanco di "lottare" per cose che tutti i suoi coetanei hanno senza impegno che mi aveva rubato gli anni migliori e che anche lui non si era divertito come tutti dopo tre settimane che non stavamo più insieme ritorna dicendo che si era accorto dell'errore e che mi amava e mi parlava di progetti sul futuro. Dopo circa 14 giorni ci rilasciamo in quanto sento che c'era qualcosa che non andava era distante e non voleva spiegarmi sempre triste e pensieroso lo lascio per fargli sentire la mia mancanza gli chiedo di non sparire e di divertirsi con gli amici per ritrovare il sorriso e la spensieratezza ma così non è andata dopo 10giorni scopro che sta con un'altra più grande di lui [...] lui un ragazzo molto serio e maturo da tempo avevo intuito che a lei piaceva lui chiedevo spiegazioni e lui mi tranquillizzava dicendo che non dovevo temere nulla che non gli piaceva, la chiamava con nomignoli bruttini che mi dovevo preoccupare di ragazze più belle e giovani e che non avevano problemi.. quando ci siamo rimessi la prima volta da poco ho scoperto che lui frequentava anche lei, questo non me lo sarei mai aspettato in quanto è sempre stato un ragazzo leale lei so che ha fatto per molti anni le cose di nascosto tenendo i piedi in due staffe ma lui non si era mai comportato cosi. Non ammetteva questi comportamenti.. quando lui mi parlava non usava parole sue ma mi diceva: lei ha detto...e mi esponeva quello che lei pensava.. il mio dubbio è che è possibile che in un momento di cambiamento e confusione lui si sia fatto raggirare da questa donna? Come può cambiare totalmente modo di fare e di pensare? Può essere che lei gli da meno responsabilità di me? Mi ha sempre detto che io ero l'amore più grande della sua vita e mi può cancellare così presto? Può disinnamorarsi cosi facilmente e innamorarsi subito? Non ha avuto nemmeno tempo di elaborare se gli mancavo ecc.. un ragazzo sempre preciso molto attento a me anche nelle piccole cose.. ora sono due mesi che stanno insieme ufficialmente e mi ha detto che si amano, sono stati anche sessualmente insieme. Tutta questa velocità non la capisco con me è stato tutto diverso da amici ci siamo messi insieme dopo 8/9mesi di conoscenza non ci siamo detti ti amo subito e abbiamo fatto l'amore la prima volta (per me la prima volta ma non per lui,) dopo anni ,[...] Ultimamente mi diceva che con gli anni ero cambiata un po', ero diventata più seria avevo più responsabilità anche lavorative e quindi come lui ero spesso stanca... ma si cresce.. un ragazzo può volere una storia senza certezze e di sesso come i suoi amici che si vantano di non avere legami fissi e di divertirsi? Anche se lui diceva che le storie solo di sesso non servono a niente che poi non ti lasciano niente.. in quanto mi diceva che gli ho dato troppe certezze? Può essere una sbandata o una cotta che con il tempo si attenua in quanto troppo veloce questo cambiamento? Con me credo che sia finita del tutto dalla sua voce gelida dal fatto che mi urla addosso che lo devo lasciare perdere, mai visto in questo modo MAI con me e non me lo sarei mai aspettato da lui.. cosa può far fare questi cambiamenti improvvisi opposti a come si è sempre comportato e tutti lo conoscono? Anche le persone amici, parenti che gli sono vicino lo vedono confuso, irrequieto è proprio cambiato.. non credo che il nostro rapporto si stava rovinando con il tempo almeno avrei capito ma, tutto così all'improvviso. Come può una persona cancellare tutto quello che a fatica abbiamo costruito in anni con estrema facilità un equilibrio? Ma in un amore che io credevo sincero si può avere una sbandata per una persona che rappresenta la “novità"? Quando avevo scoperto di lei mi diceva che era una sbandata che non era amore che oggi ci sta bene e che domani non lo sapeva. Ma ora dice di esser impegnato sentimentalmente e pubblicamente. Sono molto confusa.. allora è così che finisce tutto? Sono la prima a voler sapere sempre la verità ed andare alla ricerca di essa altrimenti ancora non sapevo nulla di tutto questo, anche se fa male voglio continuare a darmi delle risposte in quanto se non riesco a ricostruire il puzzle con tutte le risposte la mia mente e il mio cuore non se ne fa una ragione.. ho perso 28kg, non dormo se non prendo delle pasticche, sono sempre di cattivo umore, attacchi di pianto e spesso attacchi di panico, non riesco più a divertirmi, ogni volta che penso a loro due mi viene da rimettere perché lui ha smesso di scegliermi ogni giorno tra le altre, mi sento umiliata e tradita da una persona che per me è tutta la mia vita e sento la sua mancanza ogni attimo, ma comunque voglio capire solo così riesco a chiudere veramente...
la ringrazio per aver dato attenzione a questa lettera e la ringrazio per questo servizio qualsiasi consiglio sarà apprezzato. RISPOSTA:
Carissima "disperata",
mi scusi per il ritardo con cui le rispondo, ma la lunghezza della sua lettera mi dava sgomento ed ogni volta che la vedevo pensavo che non avevo abbastanza tempo per potermene occupare. Con questo invito anche gli altri lettori a non dilungarsi eccessivamente ed a sintetizzare la propria storia purché essa non perda il proprio senso.
Penso che questo mio parere, inoltre, la deluderà, in quanto non ho le risposte che cerca e credo sinceramente che nessuno le abbia se non il suo ex ragazzo.
La cosa più probabile però è che l'amore fosse finito già da un po' e, anche quando lui è tornato da lei dopo le tre settimane di rottura, magari non è stato per amore ma per insicurezza, o paura di restare solo.
Le dico questo perché di fatto lui si allontana definitivamente da lei quando ha un'altra persona, con la quale ha accelerato molto le cose bruciando le tappe e trovandosi in mezzo ad un'altra storia fissa in pochissimo tempo, cosa che lei proprio non capisce. Io penso, ma è solo una supposizione, che questo ragazzo abbia bisogno di avere una persona al suo fianco e che non riesca ad affrontare da solo la vita, quindi, ha cercato di instaurare con questa donna un rapporto di coppia che presto è diventato "serio" in qualche modo.
Sebbene lei si fosse sgomenta circa il fatto che all'inizio avesse iniziato una storia di solo sesso, questa invece mi era apparsa una cosa molto tipica: dopo anni di storia seria e responsabilità, può capitare che una persona cerchi di vivere in maniera totalmente diversa e sperimenti altri tipi di relazioni, quindi dandosi al sesso senza amore anche solo per provare che effetto fa!
Molto diverso ed insolito è invece che lui, dopo poco, decida di trasformare questa storia in una fotocopia mal fatta di quella che aveva con lei. Penso che la risposta sia da trovare nella personalità di questo ragazzo e non nella realtà oggettiva o nello studio delle relazioni sentimentali.
Quello che le vorrei dire adesso è: ma davvero vuole accanto a sé un uomo così? Non pensi a come era ed a quanto sia cambiato, rifletta su com'è adesso, sul fatto che non le ha dato alcuna spiegazione ragionevole, che è tornato e poi fuggito di nuovo, che le ha mentito su questa donna, che per un certo periodo ha fatto il doppio gioco, ecc. Lo vuole? Ne ha bisogno?
Credo che una persona di questo tipo non si meriti gli attacchi di pianto, 28 Kg persi e tutta la confusione che adesso lei ha in testa. Non le dico: "reagisca e si faccia forza", perché immagino che non sappia neanche da dove cominciare adesso. Però la invito a trovare qualcuno con cui parlarne, anche per un breve periodo. Data la sua età può provare un consultorio giovani che potrebbe ancora farla accedere, oppure la USL territoriale; se ha invece disponibilità economica maggiore può cercare nella sua zona anche un professionista privato, certamente le consiglio un orientamento teorico simile al mio, cognitivo-comportamentale, perché non pare dalla sua lettera, che abbia bisogno di una terapia lunghissima, ma solo di rimettere insieme i pezzi della sua vita e ripartire. Tiri fuori tutto per sfogarsi, non per cercare risposte. Non sono le risposte che la aiuteranno, ma lo scaricare tutti questi sentimenti negativi che le sono rimasti dentro e poi pensi un po' a sé. Lei non ha fatto nulla di male, è stata leale, comprensiva, sincera. Non ha niente di cui biasimarsi, non è colpa sua e sono certa che una donna con queste belle qualità possa trovare un uomo di gran lunga migliore.
Perdoni la vaghezza e la banalità della risposta. A presto
Titolo: Problema sessuale
Data: 30/06/2011Autore: Luigi
Buongiorno, sono un ragazzo di 23 anni, studio all'università, ho sempre avuto una vita sessuale abbastanza soddisfacente per me e per il partner. Sono da cinque anni single. Quest'inverno invece è stato un susseguirsi di esperienze non proprio esaltanti: con una ragazza poco esaltante (probabilmente ancora scottata dalla storia di una relazione precedente); con un'altra ragazza con cui ho provato a costruire una storia ma la sua aggressività, poca serenità nell'approcciarsi sessualmente [...] per spegnere lo slancio che avevo nel giro di poco più di un mese. Nel mentre che stavo con questa ragazza un'altra ragazza che avevo conosciuto a fine estate si è ripresentata con l'intenzione di avere una relazione sessuale con me. Ho rifiutato perchè mi disgusta l'idea di concedermi ad un'altra persona mentre sto provando a costruire una relazione (anche se la storia presentava grossi ostacoli da subito). Ho avuto un momento di sconforto dopo la fine di questa storia neanche avviata, in cui non avevo nessun desiderio sessuale, e anche l'autoerotismo era pressoché assente. Poi ho avuto un rapporto con una ragazza che era in crisi da molto col suo ragazzo e che mi diceva che ormai era da considerarsi single, che l'avrebbe lasciato nel weekend. Quando ha inteso che da parte mia più di una amicizia non poteva ottenere ha ben deciso di cadere in piedi e di non lasciare il suo ragazzo. Questo mi ha provocato non poco disgusto. Poi una mia ex molto importante è ritornata dal passato, dicendo che ero probabilmente per lei l'unica persona a capirla profondamente. Mi sono ben guardato da ripiombare in una storia morta e sepolta perchè in verità quelle parole erano dette più per un bisogno d'affetto momentaneo che altro; nel momento stesso in cui diceva quelle parole veniva meno la convinzione; ma una sera mi ritrovai sul letto con lei e giocando tra le sue braccia iniziai a toccarmi, nel momento dell'orgasmo lei mi guardò con disapprovazione: nella sua testa aveva tradotto quel gesto (all'improvviso e capitava anche quando stavamo insieme) come un modo irrispettoso e menefreghista, mentre invece voleva essere un semplice giocare spensieratamente. Riuscii a chiarire ma ne rimasi terribilmente appesantito. L'ultima ragazza con cui ho avuto un rapporto era fidanzata e prima di avere un rapporto con me ha sentito il suo ragazzo, dicendogli un mucchio di bugie riguardo le circostanze in cui si trovava e negando che stesse da sola con me (una ragazza con problemi familiari, rapporto col padre pessimo e che si protegge evitando legami reali, responsabili). Mentre studiavamo è iniziata la passione. In verità dal momento che la presi per accompagnarla da me al momento del rapporto ho provato dentro di me tormento crescente, che però associavo al fatto d'essere stressato perchè il giorno prima avevo sostenuto un esame e il giorno dopo ne avrei sostenuto un altro. Ma rileggendomi credo di capire che fosse un senso d'angoscia per un qualcosa che sapevo sarebbe potuto succedere e avrei fatto bene ad evitare, perchè non lo approvavo. Già altre volte ero ruiscito a frenarmi con lei. Fatto sta che nel momento di stare insieme eiaculo in meno di dieci minuti e soprattutto mi passa la concentrazione e la voglia per riavere un'erezione. Aveva i jeans del suo ragazzo, l'aveva sentito poco prima e io ero pieno di tristezza e schifo, ma avevo sempre desiderato il suo corpo ma in quelle circostanze era impossibile goderne. Da allora ho vissuto momenti di panico (non proprio attacchi, ma forte ansia). Mi sono scoperto debole in una cosa in cui ero fortissimo. Sono sempre stato un ragazzo non difficilmente eccitabile, che ha sempre preso il sesso come qualcosa di bello e gioviale. E oggi mi ritrovo a non riuscire nemmeno ad avere un'erezione completa anche da solo (é capitato in un mese solo poche volte e spessissimo con eiaculazione precoce). Ieri ho conosciuto con un mio amico due ragazze ad una serata in una villa. Ci siamo scambiati i numeri per rimanere in contatto, e mi chiedo come riuscirò mai a provare eccitazione se mai si presenterà l'occasione con questa nuova conoscenza? Devo forse ripristinare la stima nell'altro sesso o cosa'altro? Anche se so che non è una condizione immutabile mi sento abbastanza perduto e poco sereno. La ringrazio della pazienza e dell'attenzione. RISPOSTA
Gentile Luigi, ho apportato dei tagli alla sua lettera, ma ho dovuto lasciare quello che secondo me è il tema centrale, ossia il disgusto per la persona che, cedendo ad un rapporto sessuale con lei non tiene conto di relazioni in corso. In qualche modo infatti, il senso di disgusto che lei prova viene associato al desiderio sessuale e questo sembra aver determinato una sorta di "corto circuito" se così si può dire. Non credo che il suo problema infatti abbia una natura fisica, ma prima di intraprendere qualunque terapia psicologica credo sarebbe opportuno si rivolgesse al suo medico di base per un consulto con un andrologo. Il suo caso non è molto facile da inquadrare a parte queste piccole cose che le ho detto. Pertanto la invito a rivolgersi ad un professionista in carne ed ossa, uno psicoterapeuta con competenza in ambito di disturbi sessuali. A presto
Titolo: Rispettosa richiestaData: 14/06/2011Autore: Enrico
Innanzi tutto mi scuso per il disturbo che sto per arrecarvi. Ho incontrato il Vostro sito navigando a vista su Internet e sono rimasto colpito per la serietà con cui vi proponete. Mi permetto, rispettosamente, di rivolgermi a Voi per delle questioni che da lungo tempo mi porto dietro e alle quali non ho ancora trovato risposta. Ritengo, forse a sproposito, che tali questioni siano di natura psicologica, per cui avrei caro udire il Vostro parere ed il Vostro consiglio. Perdonerete un po' di reticenza, ma sono sicuro che potete ben comprendere che a fronte di questioni di una certa delicatezza, è opportuno adottare un minimo di discrezione. Sono una persona di sesso maschile, di mezza età, di basso livello culturale, sposato con figli, con un lavoro discreto, abito in una città del Nord-Est. La mia formazione culturale è stata, a suo tempo, di tipo cattolico-repressiva, cioè a dire che sono stato nutrito, nella mia infanzia e adolescenza, di ricatti e di fioretti. Con contorno di frasi del tipo: "gesù ti vede" oppure "gesù piange" e altre amenità del genere. Mi è stato inculcato ad essere "buono", sempre. Ad avere un atteggiamento remissivo e assolutamente non polemico. A dire sempre signorsì e ad incassare le rabbie e le frustrazioni. Che ha avuto quale esito l'ottenimento di quello che in estrema sintesi viene comunemente definito un idiota. Ma questa è un'altra storia.Qui parleremo d'altro. Il problema è presto detto: Vorrei fare sesso. Tutto lì. Sembra una cosa banale, banalissima, ma, Vi assicuro che non lo è. Non mi si obbietti subito che sono sposato, perché in questo ambito tale fatto non c'entra assolutamente nulla. Sono anni, oramai, che non ho più alcun contatto fisico con la mia gentile consorte. Il mio ruolo maritale si esplica esclusivamente nel pagare le bollette, l'affitto e la spesa al supermercato. Torniamo a noi. Mi dicono che fare sesso, o meglio, avere una sana attività sessuale, sia particolarmente gradevole e gratificante. Preso atto di ciò: 1) Come si fa a fare sesso, naturalmente con un individuo della specie umana e di sesso femminile, nonché ADULTO E CONSENZIENTE? 2) Come si fa a perseguire tale risultato? 3) Come ci si deve proporre alle potenziali "interessate"? 4) Quali sono i meccanismi di quella cosa che chiamano "seduzione"? 5) Come si deve fare? Io, sinceramente, non lo so. Non sono stato programmato in tal senso. Non mi è stato insegnato nulla in proposito e la mia banca dati è vuota su tale argomento. In altre parole, mutuando il lessico ecclesiastico, vorrei "peccare" di lussuria, e pure tanto, spesso, con convinzione. Vorrei essere un libertino. Ma non ci riesco. Non lo so come si fa, non so come si faccia nè come si debba fare. Ho una vita sociale piuttosto modesta, ma frequento da un paio d'anni un corso serale dove ci sono anche delle persone di sesso femminile. Alcune nubili, altre fidanzate, altre sposate, altre ancora divorziate e c'è perfino qualche soggetto che semplicemente fa vita da "single" e non mi sembra che siano tutte delle "sante marie goretti". La stessa situazione è rilevabile anche tra il personale docente. Però, quella che potremmo definire "l'occasione" non capita. Vorrei precisare che nei confronti delle persone, in particolar modo con quelle di sesso femminile, mantengo sempre un atteggiamento di grande cortesia e mi rivolgo loro sempre in maniera più che rispettosa. E poi, altre domande. E' vero che fare sesso è importante? E' vero che è gratificante? E' eticamente corretto fare sesso? Dà piacere fare sesso? E continuando. Il mio desiderio di fare sesso ha "diritto di cittadinanza"? O meglio: le mie voglie possono essere considerate una "legittima" aspirazione di un individuo sano e normale, oppure devono essere controllate o meglio ancora represse, in quanto espressione di una personalità contorta e deviata? O, meglio ancora, devo considerare questi desideri, queste pulsioni, quali espressione di una personalità contorta e diviata. Vi prego gentilmente di darmi qualche risposta. Una qualsiasi. Anche un insulto mi giungerebbe gradito. Rivolgo il mio saluto. Enrico
RISPOSTA Caro Enrico, non c'è alcun motivo per insultarla e se le domande che pone, è vero, possono sembrare banali, non credo che lo siano e sono piuttosto il frutto di una profonda diatriba personale tra giusto e sbagliato, morale ed immorale, gratificante e non gratificante. Come psicologa non posso entrare nel merito delle questioni sopradette, in particolare quella morale, per cui rispondere ad alcune delle sue domande mi rimane davvero difficile, ma andiamo per gradi: "1) Come si fa a fare sesso, naturalmente con un individuo della specie umana e di sesso femminile, nonché ADULTO E CONSENZIENTE?"
Per fare sesso con una persona (una delle NON "sante Maria Goretti" di cui parlava per esempio) si deve prima conoscerla, valutare se è quella che fa al caso nostro, aspettare che anche lei manifesti che noi, facciamo al caso suo ed iniziare quindi a frequentarla. Non esiste una vera e propria strategia, o meglio, ne esistono molte, ma io penso che la cosa migliore sia semplicemente conoscere delle persone, anche solo per arricchirci di nuovi stimoli ed amicizie e ... "vedere che succede". Credo molto nella spontaneità delle relazioni umane e forse, strada facendo, potrebbe accorgersi di non volere del sesso da queste persone, ma solo una parola amica od un confronto. Le dico questo perché mi sembra un po' confuso (forse sbaglio), circa l'aspetto più morale della cosa che, come le scrivevo, non posso dirle io come superare, mentre uno psicologo che la segue potrebbe aiutarla in tal senso e non mi pare giusto spingerla "tra le braccia" di un'altra donna od in una situazione comunque di tipo adultero, quando magari lei non è pronto a fare questo passo, o non sente, in fondo al suo cuore, che sia la cosa più giusta per lei. 2) Come si fa a perseguire tale risultato?
3) Come ci si deve proporre alle potenziali "interessate"?
5) Come si deve fare?" A queste due domande rispondo semplicemente, che, se è sposato, deve aver messo in pratica qualche comportamento che l'ha portata ad avere dei rapporti con sua moglie. Il meccanismo è praticamente lo stesso. 4) Quali sono i meccanismi di quella cosa che chiamano "seduzione"? La seduzione è molte cose e nessuna. Ognuno di noi ha la propria forma personale che può essere la bellezza, l'affabilità, ma anche la simpatia, la dolcezza o al contrario un comportamento rude. Può piacere a molte donne e non essere apprezzato da altrettante anche solo per la stessa caratteristica. Non deve atteggiarsi in alcun modo, deve solo essere se stesso, a volte anche la "goffaggine" viene considerata fortemente seduttiva.
"È vero che fare sesso è importante? È vero che è gratificante? È eticamente corretto fare sesso? Dà piacere fare sesso?" La risposta a queste domande è molto soggettiva. Statisticamente, molte persone trovano il sesso gratificante e piacevole. Da un punto di vista chimico il coito fino all'orgasmo implica la stimolazione di zone particolarmente sensibili e che determinano il rilascio di sostanze a livello cerebrale che inducono uno stato di benessere. L'intensità è poi soggettiva. C'è da dire che esistono alcuni tipi di disturbi o patologie che invece non rendono piacevole l'atto in sé, a causa di forme di dolore sessuale ad esempio o per il vissuto psicologico dell'atto in sé. Tali persone non direbbero mai che il sesso è bello e gratificante! Il sesso è importante infine per chi lo ritiene importante. Ci sono coppie che vivono un'ottima intimità che non è suggellata da frequenti rapporti sessuali, ma non per questo possono definirsi patologiche. Io credo che si debba avere l'elasticità di considerare un problema tale, quando esso genera un disagio nella persona. Quindi la risposta alla domanda se il sesso sia importante è: sì per chi lo ritiene importante!
"E continuando. Il mio desiderio di fare sesso ha "diritto di cittadinanza"? O meglio: le mie voglie possono essere considerate una "legittima" aspirazione di un individuo sano e normale, oppure devono essere controllate o meglio ancora represse, in quanto espressione di una personalità contorta e deviata? O, meglio ancora, devo considerare questi desideri, queste pulsioni, quali espressione di una personalità contorta e diviata." Il suo desiderio è più che legittimo e non rappresenta alcun tipo di patologia. Un adulto sano può manifestare desiderio sessuale ed è legittimo che cerchi di appagarlo, come diceva lei, con un adulto consenziente. Se questo sia moralmente giusto o no però non sta a me dirlo, ma alla persona interessata. Forse le sarebbe più facile provare a riprendere una vita di intimità e poi di sessualità con sua moglie, che le permetterebbe di sperimentare se necessita di sesso senza piegare la sua morale, ma da quel che scrive non mi sembra una soluzione particolarmente percorribile.
Se posso darle un consiglio, io però mi sento di dirle di provarci, di parlare a sua moglie e di dirle quando questa freddezza la rende infelice e che vorrebbe sedurla nuovamente come quando eravate fidanzati, eventualmente anche intraprendendo una terapia di coppia. Spero di aver risposto a qualcuna delle sue domande in maniera esauriente.
A presto Titolo: Problemi di coppia
Data: 05/06/2011Autore: Dome
gentile dottoressa, sono un uomo di 38 anni ed ho una relazione da due anni con un altro uomo di 40. viviamo la nostra omosessualità in maniera differente, nel senso che per quanto mi riguarda tutti (famiglia, amici e lavoro) sono al corrente del mio orientamento sessuale, pur non avendo mai vissuto la mia vita da gay canonico (niente locali gay, niente mete gay, etc..) ho vissuto sempre con gli 'altri' senzaa ghettizzarmi. mentre invece il mio compagno vive una situazione di totale 'clandestinità'. lui ha sempre avuto relazioni e rapporti con donne, scoprendo circa 4 anni fa un'attrazione anche per il sesso maschile, vivendo poi una relazione con un uomo prima di me, durata poco meno di un anno, e avendo sporadiche esperienze sessuali 'mordi e fuggi'. la nostra relazione comunque non ha mai attraversato gravi difficoltà, fra noi le cose sono sempre andate bene pur non vivendo un rapporto di coppia 'pubblico', non uscendo mai con altre persone (fatta eccezione per la mia migliore amica con la quale ci siamo trovati tutti e tre passando dei piacevoli momenti) perchè sapevo che lui, pur non avendomelo mai detto espressamente, si sarebbe trovato a disagio. nonostante però questo suo ipotetico imbarazzo fra noi abbiamo sempre vissuto il nostro rapporto in maniera libera, senza freni, manifestando sempre i nostri sentimenti senza che lui se ne vergognasse, e avendo una vita sessuale assolutamente gratificante. lui circa un anno e mezzo fa è tornato a vivere con i suoi [...], dopo aver vissuto per anni da solo, loro sono persone alle quali è chiaramente molto legato ma sono anche molto cattoliche e conservatrici, [...]. noi ci vedevamo a casa mia (abitiamo a circa 20 km di distanza) circa due o tre volte alla settimana, ma spesso anche solo una volta anche a seconda dei suoi impegni lavorativi, cenavamo e si parlava dormivamo assieme, etc..rare sono state le nostre uscite per il week-end sempre a causa del suo lavoro [...], ma questo non mi è mai pesato. la nostra relazione è praticamente 'gestita' da lui, nel senso che è lui che mi chiama (visto che sia di giorno che di sera è circondato da gente e non lo voglio mettere in imbarazzo) e che decide quando vederci, questo spesso mi ha fatto 'sbottare' però poi una volta entrato a casa mia tutto tornava ad avere un equilibrio e le tensioni lasciavano spazio a tutto il resto. arrivando al dunque..ora è un mese e mezzo che siamo in una fase critica. ci siamo visti l'ultima volta un mese fa passando come sempre una bellissima serata. lui da qualche tempo ha diversi problemi lavorativi, economici, etc.. di cui mi aveva ampiamente parlato (mi parla sempre di ciò che gli succede), che ovviamente lo preoccupavano non poco, non sapendo cosa ne sarebbe stato del suo futuro lavorativo. però dopo l'ultimo nostro incontro ed un diverbio telefonico qualche giorno dopo successivamente subito risanato, non l'ho più sentito, quindi dopo una settimana mi sono fatto vivo io e gli ho chiesto spiegazioni. l'ho messo subito nellle condizioni di parlarmi chiaramente e dii drimi se non provava più nulla per me di dirmelo, e se voleva concludere questa relazione di parlarmene. la sua risposta, che continua a darmi ogni volta ci si sente, è che sta attraversando un momento di forte depressione e apatia, che ha diversi problemi a me noti, che però i suoi sentimenti nei miei confronti non sono cambiati e che non pensa minimamente a concludere la nostra relazione, piano piano tutto si sistema ma ora è pieno di queste situazioni in stand-by che lo mettono in crisi. intanto io soffro perchè non si fa vivo quasi mai, lo devo sollecitare io e poi parliamo a lungo di ciò che ha fatto durante i giorni in cui non ci siamo sentiti evitando, se non per chiedermi scusa per il periodo che stiamo passando e sottolineando che tutto si sistemerà, di affrontare il problema più a fondo. io ho cercato di spingerlo ad aprirsi, gli ho detto che se il problema era legato alla sua sfera sessuale che non riesce più a gestire, non può vedere in me il suo problema (anche se mi ero reso disponibile ad uscire dalla sua vita) , come qualcosa da eliminare, perchè finito con me domani potrebbe innamorarsi di un altro uomo e ricomincerebbe tutto daccapo, lui mi diceva 'si si' ma in realtà si imbarazzava molto a parlare di ciò, ad affrontare la cosa di petto..quindi anch'io non so come affrontarlo, come dirgli che magari sarebbe il caso forse di parlare con qualche esperto, giusto per scaricarsi un pò e togliersi, almeno parlandone, il peso. [...] io sono stupito del suo comportamento e so per certo che sia uno al quale non piace parlare di se a fondo e affrontare situazioni cosi dure, e usa questa sorta di tecnica della 'fuga' magari con la speranza che io mi dimentichi di lui e che tutto finisca senza che lui debba avere lo stress di affrontarmi, a volte mi do anche questa spiegazione. e sono stupito però anche dal mio comportamento, non pensavo di essere cosi vulnerabile, non mi era mai successo nelle mie relazioni passate di essere cosi fragile, ma forse in questo un giorno ci troverò qualcosa di positivo (nel film 'tree of life' visto poco tempo fa al cinema la protagonista dice ' se non ami la tua vita verrà spazzata in un lampo', almeno questo a me non succederà!!!). mi scuso se sono stato prolisso ma preferivo presentarle bene tutta la situazione. mi auguro di ricevere un suo parere sulla situazione ed eventualmente sul da farsi. cordiali saluti RISPOSTA Gentile Dome, innanzitutto le dico che ho tagliato in più punti la sua mail che era davvero molto lunga e troppo descrittiva.. so che voleva spiegarmi bene il problema ma c'erano molti dettagli "psicologicamente" superflui. Vorrei condividere con lei un'intuizione che ho avuto leggendo la sua lettera: "ma se il suo compagno dicesse il vero?" Ho avuto l'impressione infatti che egli non nasconda dietro al suo mancato coming out i vostri problemi di coppia e che forse è davvero oberato dal lavoro e da altre preoccupazioni come le ha detto. Certamente il fatto che non dichiari il suo orientamento almeno alle persone più vicine, potrebbe rappresentare per lui un problema che poi va a determinarne a cascata altri sulla gestione quotidiana della vostra coppia, ma ripeto, è giusto un'intuizione che egli abbia bisogno di fare questo passo indipendentemente dal periodo che sta attraversando adesso. Mi sembra piuttosto che egli non sia una persona propensa ad appoggiarsi agli altri o alla coppia quando si trova in difficoltà e questo per me è più centrale. Pertanto vi suggerisco di rivolgervi ad un terapeuta di coppia che possa aiutarvi a "fidarvi" ed affidarvi l'uno all'altro. In questo modo sono certa che, se il suo compagno ha dei problemi legati al proprio orientamento sessuale, imparerà ad appoggiarsi a lei ed eventualmente anche ad un terapeuta individuale. Spero di essere stata d'aiuto.
Titolo: Non so più chi sono
Data: 02/06/2011Autore: Andrea
Sono stato fidanzato per 9 anni con una ragazza che amavo profondamente...poi la crisi tra noi due e la decisione di lasciarla per non soffrire più. Appena è finita mi sono dato al sesso sfrenato: all'inizio solo donne, ma mi sentivo in colpa e le vedevo come un surrogato. quindi ecco che incominciano a venirmi dei tarli in testa...proviamo con un uomo...vado su una chat, ne trovo uno, decido di incontrarlo e ho dei rapporti con lui. Il primo va male gli altri meglio...Sono omosessuale?sto soffrendo da morire per questa mia incertezza. Lei è tornata e non so più se la amo ancora, piangpo ogni giorno per lei e non vorrei sbagliare e farla soffrire.Che devo fare?? RISPOSTA Gentile Andrea, naturalmente non posso rispondere a nessuna delle sue domande. Da quanto scrive appare però che il sesso, sia esso fatto con donne, piuttosto che con uomini, abbia assunto nella sua vita il ruolo di contenere in maniera naturalmente inadeguata il suo dolore per la perdita di questa donna. Dico che è una strategia inadeguata perché le ha messo molta ansia, prima sotto forma di sensi di colpa, poi con i dubbi sul suo orientamento sessuale e così via. Non è certamente una prescrizione, la prenda quindi come generico consiglio, però penso che potrebbe giovarle interrompere almeno per il momento attività sessuali con tutti, compresa la sua ragazza, naturalmente comunicandole che è in un periodo in cui si sente piuttosto confuso perché il dolore che le ha causato la perdita si è fuso all'incertezza del suo ritorno. Si "fermi" un attimo, si prenda il tempo per pensare e piangere se ne ha bisogno ed ascolti che cosa emerge, quali sono i suoi veri sentimenti. Se sente che non riesce a vivere serenamente questo suo momento, cerchi però un aiuto psicologico nella sua città, per affrontare insieme questo periodo. Sono certa che riuscirà a ritrovare la sua serenità. Cordialmente Titolo: Immagini intrusiveData: 09/05/2011Autore: Non firmato
cara dottoressa ho un problema decisamente x quanto mi riguarda molto grave non riesco ad andare avanti nel mio rapporto di coppia con la mia nuova compagna da premettere che mi sto separando dalla mia ex dopo 24 anni e con una figlia di 23 (io NE ho 45 di anni)la mia fissa e' sui rapporti avuti dalla mia nuova con altri 2 compagni e nel confidarci le cose credo che io ho decisamente indagato troppo e ora tutto quello che viviamo insieme compresi rapporti sessuali mi fanno vedere sempre lei tra le braccia dei suoi ex e cosi facendo alla prima occasione la tratto male e il nostro stupendo rapporto che era ora si sta logorando ,come devo e posso fare x evitare questo mio atteggiamento? mi sento tanto insicuro ed infelice anche xche' mi sto separando proprio dopo aver conosciuto questa nuova compagna.Mi scuso ma non so a chi rivolgermi io sono della provincia di avellino ho provato un paio di psicologi ma non ho fatto altro che peggiorare la mia situazione sia mentale che di rapporto la ringrazio anticipatamente se puo' darmi qualche consiglio x evitare tutto cio'....distinti saluti RISPOSTA Gentile Paolo, purtroppo i pensieri intrusivi non sono una cosa sulla quale si può agilmente lavorare da soli. Spesso è indicato l'aiuto di uno psicologo e forse, se avesse aspettato un paio di sedute in più quelli ai quali si è rivolto avrebbero potuto aiutarla. Infatti, non si può stare senza pensare, come si dice in gergo tecnico, non esiste il vuoto cognitivo quindi la mente è sempre occupata in qualcosa. Se alcuni professionisti passano all'azione, quindi a rimuovere questo pensiero attraverso tecniche di sostituzione o distrazione, io penso che forse, varrebbe la pena capire come mai, un rapporto molto bello, che la sta anche "salvando" da un periodo di separazione sentimentale altrimenti più doloroso, si sia trasformato in tale incubo! Molto ingenuamente e quindi con questo non le sto dando un'interpretazione da prendere se non come spunto di riflessione, mi viene da ritenere che forse non ha ben elaborato la precedente relazione e la sua conclusione, buttandosi in questa nuova più impulsivamente che razionalmente, anche se fino a questo momento non le era sembrato così. Potrebbe certamente essere d'aiuto, portare questo suo problema all'interno della coppia e confidare alla sua attuale compagna le sue paure ed insicurezze e che esse si trasformano in sgradevoli pensieri fissi che non riesce a scacciare. Se questo non fosse sufficiente a tranquillizzarla ed a trovare una soluzione con l'aiuto della sua compagna, le consiglio di provare a rivolgersi ancora una volta ad un professionista, magari uno psicologo - psicoterapeuta. Abbia però la pazienza di aspettare qualche seduta prima di abbandonare la terapia. Sperando di esserle stata minimamente d'aiuto, sebbene mi renda conto di non aver potuto approfondire in alcun modo il suo problema. A presto Titolo: Disturbo dell'orgasmo femminile
Data: 24/01/2011Autore: torino XX
Buongiorno, Le scrivo perchè vorrei un aiuto nel capire come poter far superare alla mia compagna una condizione di blocco psicologico sessuale. Cercherò di spiegare al meglio tulla la situazione. Conosco questa donna di 32 anni da pochi mesi. Io ne ho 36. I sentimenti che ci legano sono molto forti e questo ha fatto si che ci si aprisse molto l'un l'altro senza paure. Lei mi ha confessato di aver subito violenza all'età di 15 anni da parte di un ragazzo più grande che faceva parte della parentela a cui era molto legata forse perchè il papà era sovente assente e lei, come mi ha detto, cercava affetto nelle figure familiari . Tutto ciò per paura delle conseguenze non lo ha mai denunciato e solo pochi sono a conoscenza dell'accaduto. In reazione a questo evento dice di aver voluto "vendicarsi" e prendere in giro l'altro sesso che la vedeva come una "lolita" o un trofeo da contendersi. Questo però senza mai concedersi completamente finchè non ha incontrato colui che sarebbe diventato suo marito. Quest'uomo, di 10 anni più grande, la conobbe quando lei aveva 23 anni. Fidanzati per 8 anni poi hanno deciso di sposarsi e subito dopo hanno avuto un bimbino. Ma le cose da lì a poco non sono andate bene perchè qualcosa nel marito è scattato e nonostante le attenzioni materiali che rivolgeva a lei e al bambino, i comportamenti lasciavano a desiderare. Divenuto alcolista poi i conflitti di coppia si sono trasformati in maltrattamenti domestici e soprusi di vario genere sprattutto psicologici cercando di farla sentire inadeguata come donna, mamma e moglie. Con tutti la forza ha cercato di salvare il rapporto finchè non si è resa conto che stava rischiando la vita. Deciso di abbandonare il marito le cose sono migliorate. Nella solitudine e nella disperazione ha incontrato un ragazzo che la rispettava ma che differentemente dai primi momenti non le faceva battere il cuore come lei sa che può fare. A questo punto arrivo io. Le cose dopo circa 2 anni di conoscienza tra me e lei , prendono un nuova strada e tra sguardi complici riesco dopo innumerevoli tentativi di seduzione a ottenere l'indirizzo e-mail. Premetto che è una ragazza di una bellezza mozzafiato e ricca di corteggiatori che frequentano l'attività che gestisce visto la sua sensualità e gioia di vivere che traspare dagli occhioni vivaci. L'esclation di emozioni è impressionante e l'idea che si era fatta di me superficialmente è stata stravolta da come mi sono poi rivelato. La passione e forse qualcosa di molto più profondo che ancora abbiamo paura di chiamare con il nome che merita ci ha coinvolto come mai prima d'ora, sia per lei che per me . Lei è una ragazza dai sani principi e anche questo repentino cambiamento di emozioni ha turbato il suo equilibrio morale. Siamo giunti per gradi ad avere un paio di rapporti completi. Purtroppo questi sono avvenuti in auto, contesto non molto ortodosso. Ci si era promessi di non farlo così xkè ci si meritava qualcosa di speciale anche in virtù del fatto che la violenza subita da piccola era stata consumata in auto. L'attrazione è stata travolgente e nelle nostre confessioni intime mi ha detto che nessuno mai era riuscito a gratificarla a questo modo sia fisicamente sia emotivamente. Il problema che vorrei farle superare sta nel fatto che lei non riesce a raggiungere orgasmi vaginali. Ha un rapporto ( per me ) inusuale col sesso, come vittima di abusi, nel senso che questo trauma, come mi ha spiegato, le ha creato una certa curiosità quasi morbosa col suo "sesso" e masturbandosi sriesce a darsi un piacere intenso praticandolo spesso senza vergogne. Da quando mi desidera autoerotismo è molto frequente ed addirittura pensando alla prima nostra volta è riuscita a procurarsi 2 orgasmi di fila con il solo sfregamento delle gambe una contro l'altra. Possiede dei sex toys ma non trova soddisfazione a causa delle sensazioni poco confortevoli che le procurano. Devo ammettere che il mio pene è piuttosto grosso e lei è di corporatura minuta. Nell'atto di penetrarla mi riferiva, e cmq lo si vedeva, che le faceva male. Ho usato tutta la delicatezza del caso lasciando a lei l'iniziativa di gestire il tutto da posizione con lei sopra di me, perchè era da diverso tempo in astinenza oltretutto dovuta anche al dolore che avvertiva nel praticare l'atto. Raggiunta a fatica la penetrazione ho notato che una volta dentro questo dolore non era più presente ma quando ripetevo l'atto di penetrarla, le condzioni nonostante la lubrificazione consistente erano come all'inizio del rapporto sessuale. Lei mi dice che prova piacere e dolore e che pensa che queste due cose debbano coesistere.Prova piacere anche nel sentire il dolore e in maniera quasi sorprendente mi ha confessato che la eccita l'amore "violento" o forse per meglio dire energico e passionale. Nel penetrarla avverte una sensazione di contrazione della prima parte della vagina e tensione muscolare spettrodella violenza subita e non riesce a controllare questo impulso rilassandosi a sufficienza. Desidero con tutto me stesso poter essere speciale per lei più di quello che sono ora a livello sentimentale. Desidero gratificarla anche fisicamente come lei fa con me. Dice che quell coinvolgimento e quelle sensazioni che le procuro vanno oltre a quello che è avere un orgasmo vaginale che potrebbe raggiungere insistendo "meccanicamente" e che non è indispensabile. Chiedo alcuni suggerimenti che possano, oltre all'amore che posso offrirle, aiutarla a vivere nel miglior modo possibile l'esprienza amorosa. Grazie. RISPOSTA
Gentile torinoXX, credo che non dovrebbe essere lei a formulare certe domande ma la sua compagna, a maggior ragione che avete rapporti intimi da pochi mesi. Anche se non lo fa con intenzioni malevole, anzi, vuole cercare di mettere a proprio agio questa persona perché le è molto vicino, in qualche modo lei emette un giudizio sul fatto che, come vive la propria sessualità non va bene. Se vuole aiutarla io credo che dovrebbe lasciarle il tempo per affrontare come meglio crede la sua sessualità e assolutamente senza giudicarla (per nessun motivo quindi!). Il fatto che questa donna si trovi a proprio agio con l'autoerotismo non ha niente a che vedere con il passato abuso. Ognuno può trovare gratificazione sessuale in maniere anche molto poco "ortodosse", mi permetto di utilizzare una sua terminologia, pur non avendo alcun problema con la sfera sessuale, intima o con il proprio corpo. Se la sua ragazza le ha detto così tanto di lei, sono certa che con altrettanta franchezza le direbbe, a domanda diretta, come vuole essere amata. Non sta però a lei dire se ha un problema o meno, ma alla donna in questione. Qualora volesse scrivermi lei sarei ben lieta di dare una risposta ai suoi dubbi quindi, magari però le dica di limitarsi ai 2000 caratteri!! Auguri Titolo: Disturbo Sessuale - AbusoData: 30/10/2010Autore: R
Buon giorno dottoressa, Le scrivo per un problema che sta diventando davvero insopportabile e non so come uscirne.. ho 34 anni,io e mio marito stiamo insieme da 14 anni, siamo sposati da 8 e abbiamo due bimbi. premetto che ho subito molestie sessuali da parte di 2 fratelli di mia madre quando ero piccola, non so dirle esattamente da che età, all'incirca dai 7 ai 14 anni... [...]..il fatto è che ho sempre avuto un rapporto anomalo con il sesso, ma ultimamente provo repulsione a qualsiasi contatto con mio marito, inclusi baci e carezze. questo, non c'è bisogno di dirlo, sta mettendo in crisi il rapporto con mio marito, lui non sa come aiutarmi, ed io non lo faccio nemmeno avvicinare. che devo fare? lui sa degli abusi che ho subito, ma giustamente mi rinfaccia che quando cercavamo di avere dei bambini i rapporti sessuali erano più frequenti e non sembravo affatto disturbata..non posso che dargli ragione, eppure non credo di averlo solo "usato" come dice lui.il nostro è stato un grande amore, vorrei recuperarlo, se possibile. Resto in attesa di una sua risposta e intanto La saluto cordialmente. R RISPOSTA
Cara R., mi dispiace tanto per la sua storia personale! Riguardo al suo problema però non credo di aver ben capito. Lei e suo marito avete avuto rapporti intimi (non solo sessuali) normali solo durante il periodo del concepimento, quindi prima e dopo, in questi 14 anni assenti perché lei vive la sessualità con repulsione, o soltanto dopo la nascita dei figli? Quest'ultima è la versione che si recepisce dalla sua mail ma che rende un po' più complicato il mio intervento perché ci sarebbe da capire come mai per un certo periodo "ha funzionato" e poi c'è stata una nuova ricaduta. Concentrandoci sulla fase del concepimento, posso dire che penso sinceramente che cercare un figlio dia al sesso tutto un altro valore. Anche chi vive la propria sessualità con naturalezza e divertimento, può provare in quel periodo una motivazione nuova che non rende per questo, il sesso strumentale all'ottenimento di una gravidanza, ma forse, nel suo caso, lo "ripuliva" da qualunque elemento negativo potesse vedere ad esso collegato; il sesso durante il concepimento probabilmente era per lei "realmente" fare l'amore perchè avrebbe portato la vostra coppia a diventare famiglia! Che questa sessualità sia stata per un periodo "sana" o meno, le consiglio vivamente di fare un percorso personale per lavorare su quanto le è accaduto. Purtroppo gli abusi, soprattutto in tenera età cambiano drasticamente il vissuto che la persona ha con il sesso, con l'altro, ma anche con se stesso ed il proprio corpo! Da come parla mi sembra che lei abbia comunque elaborato questo, forse abbastanza adeguatamente da lasciare un residuo arginato al solo aspetto sessuale, che comunque dovrebbe risolvere. È importante che lei e suo marito chiariate le vostre posizioni relativamente al sesso ed alla vostra storia personale e per fare questo sarebbe molto più efficace affrontare una terapia di coppia, meglio se esplicitamente centrata anche sulla sessualità. Cordialmente Titolo: Disturbi di ErezioneData: 05/05/2010Autore: CBuongiorno, ho 50 anni e sono dirigente in una nota azienda. Vi scrivo perché ho difficoltà ad avere rapporti sessuali. Nello specifico per avere l'erezione devo essere stimolato fisicamente dalla mia compagna, erezione che peraltro non rimane costante per tutta la durata del rapporto. Come se non bastass il tempo necessario per riavere l'erezione dopo un rapporto è decisamente aumentato rispetto a qualche anno fa. Ormai è da molto tempo che mi sono accorto di queste cose e non sembrano migliorare. Sono molto preoccupato, cosa posso fare? Grazie. RISPOSTA
Gentile C., innanzitutto la invito a rivolgersi al suo medico di base perché possa prescriverle una serie di esami sia del sangue che visite dall'andrologo per comprendere se ed in quale misura incida una certa componente fisica sul problema. Anche se fosse totalmente di natura fisica, le consiglio comunque di rivolgersi comunque anche ad uno psicologo che abbia competenze di sessuologia. Tali competenze sono in Italia esclusivamente di tipo curriculare e non vi sono titoli aggiuntivi legittimi come accade invece nel caso della psicoterapia. A presto Titolo: Rifiuto dei rapporti sessualiData: 18/04/2010Autore: Francescagentile D.rssa Gianneschi, vi scrivo per chiedervi un consiglio/ parere sul mio problema: ho 28anni e sto insieme col mio ragazzo da 3anni e mezzo, ad oggi nn abbiamo avuto ancora rappporti sessuali perché all inizio della nostra storia gli ho fatto capire che le mie intenzioni erano quelle di arrivare vergine al matrimonio. lui ha 33anni anke lui nn ha mai avuto rapporti sessuali: la precedente ragazza nn voleva neanke. I momenti di intimità anche un po spinti ci sono stati all inizio ma poi si sono andati affievolendosi a suo avviso per colpa mia perché mettevo dei limiti. ad agosto dell anno scorso avevo deciso di avere rapporti sessuali con lui e gliene ho parlato ma lui mi ha detto che in quel momento nn poteva essere perché lui aveva il problema della fimosi(cosa tra l altro che non mi aveva mai detto) e che cmq vista la mia decisione si sarebbe fatto il piccolo intervento. sono passati 8mesi e ad oggi ancora nn sè fatto nulla e a ogni mio tentativo di prendere il discorso si innervosice.ho anke smesso di avere anke la piu minima intimità con lui se prima nn risolve questo problema ma la cosa nn sembra interessargli perché dice che ci vuole tempo.ho deciso in questI giorni di prendere la pillola e quindi di fare l amore senza preservativo e gliel ho comunicato .lui mi ha detto va bene ma senza mostrare il minimo entusiasmo.in tutto questo due sett fa circa in un viaggio di lavoro ho conosciuto un ragazzo per cui ho provatouna forte attrazione, nn é successo nulla ma ci mandiamo sms anche un po spinti.la cosa mi piace perche dopo tanto tempo mi sento anche desiderata ma conscia del fatto che non potra mai nascere nulla visto ke anche lui é impegnato e a km di distanza da me.e cmq la cosa mi provoca enormi sensi di colpa nei confronti del mio ragazzo. voi cosa ne pensate ???gli ho detto mille volte di parlare se cé qualche problema ma lui mi dice che nn cé nulla e sono io esagerata. datemi un consiglio sono veramente confusa. Ho scritto di getto e velocemente ma spero abbiate capito qualè il problema Grazie mille francesca
RISPOSTA Cara Francesca, da quello che scrivi si evince che, la tua decisione di non avere rapporti sessuali aveva permesso anche al tuo ragazzo di evitarne, senza per questo esporsi direttamente. Appare anche che, adesso che tu invece hai cambiato idea, anche lui avesse intenzione di aspettare. Naturalmente non stiamo facendo una consulenza e non è facile capire perchè adesso sia lui a voler tanto rimandare. Penso che però dovreste parlarne con uno specialista insieme ed affrontare direttamente il problema. Naturalmente, ti consiglio anche di non concederti ad altre fantasie, come gli sms di cui parli, non per bigottismo ma perchè mi pare che servano solo a renderti ancora più frustrata del fatto che il tuo ragazzo non voglia avere con te dei rapporti, senza contare i sensi di colpa che ne derivano. Tu dici: se c'è un problema parliamone! Esatto è quello che dovete fare, ma insieme! Buona giornata Titolo: TradimentoData: 31/04/2010Autore: KikiGentilissima Dr.ssa Sara Ginanneschi Le scrivo poichè sto vivendo un periodo davvero difficile. Ho 23 anni e mi sono laureata a giugno, da allora lavoro nella stessa attività con il mio ragazzo (stiamo assieme da oltre 4 anni). Le cose sembravano andare per il meglio, progetti lavorativi e familiari (nonostante lui probabilmente si senta meno pronto di me ad affrontare l'esperienza matrimoniale, lui ha 27 anni) accompagnavano le nostre giornate e credevo fossimo felici, ma come può dedurre dall'oggetto della mia mail così non era. Da qualche mese avevo iniziato a notare qualche comportamento furtivo, e a percepire che qualcosa non andava come doveva, nulla era cambiato, il troppo lavoro e lo stress della situazione economica non rosea in cui ogni piccolo imprenditore si è imbattuto in questo ultimo anno giustificavano la stanchezza e il poco desiderio di incontri "amorosi" tra di noi, nonostante sia sempre stata sua la tendenza al rifiuto d'intimità, soprattutto se "completa". Ma le molte ore di lavoro erano un'ottima spiegazione al problema anche se la cosa mi pesava. Tutto ciò, legato al mio sentore che qualcosa non stava funzionando mi ha portato ad "indagare", e controllare, in particolar modo il suo telefono. Certo non ho mai trovato nulla di determinante ma piccole tracce che amplificavano i miei sospetti. Dopo qualche mese di ingegnosi stratagemmi sono riuscita a scoprire che si sentiva frequentemente con la sua ex ( non la ragazza precedente a me ma la sua prima ragazza, che aveva all'epoca tradito determinando la fine della loro relazione, avevano 18 anni)tramite messaggi. La cosa era iniziata in maniera blanda all'inizio di ottobre fino ad assumere in un mese picchi di 40 sms al giorno a qualsiasi ora in cui non ero in sua compagnia. Ho chiesto spiegazioni e dopo un'iniziale negazione a fine dicembre abbiamo parlato, mi ha detto che era andato in confusione ma che comunque voleva me e che non l'avrebbe più sentita. Dopo soli 5 giorni ha ripreso a sentirla dall'altro numero di cellulare in suo possesso. I messaggi erano nettamente diminuiti (3/4 gg)e io all'inizio pur sapendo che si sentivano chiedevo solo e quando lui negava, morivo dentro per le sue bugie ma speravo finisse. Verso metà gennaio la situazione era diventata per me insostenibile e nuovamente gli dissi che sapevo che si stavano sentendo. Lui mentì ancora, si arrabbiò per la mia mancanza di fiducia, mi fece sentire paranoica, e mi disse che aveva sistemato ogni cosa. Effettivamente dopo quel giorno i sms sparirono quasi del tutto se non 1/2 ogni 10-15 gg. Ma qualcosa stava rimanendo e non lo tollravo. Così, continuando a scavare a fondo per non impazzire e conoscere la verità ho scopertoa febbraio che si erano incontrati due volte a casa di lei e che erano stati a letto nel mese di dicembre e che dopo la prima volta che io gli parlai non si erano più visti. Mi è crollato il mondo addosso, non potevo crederci... La mia vita, i mie sogni ogni mia aspettativa e speranza...distrutta in un momento... disgustata, soffocata dal dolore che mi impediva di sorridere e di desiderare ogni cosa...persiono di alzarmi la mattina avrei voluto scomparire e isolarmi dall'universo senza nessuno attorno. Ho allontanato chiunque mi volesse bene alzando un muro attorno a me. Lo amo. Quando gli ho chiesto spiegazioni dicendo che sapevo ogni cosa... ancora una volta fino all'ultimo ha mentito, pur con me in lacrime davanti a lui, per poi confessare e scongiurarmi di perdonarlo. In lacrime, ha detto cose e fatto gesti che per suo carattere ritenevo impensabili, tutt'ora si comporta diversamente nei mie confronti e si sta impegnando per recuperare... io però continuo ad essere a pezzi, stavamo progettando casa, lavoro, credevo mi amasse...e invece a lei ha detto che è sempre stato suo, che l'ha sempre amata... se ha pensato questo come può ora dire di amare me?!??! E' possibile? Ho una tremenda paura che la sua sia una scelta di convenienza, che si senta ormai indirizzato nella strada con me, che parenti, progetti, affetto lo leghino a me...ma che in realtà abbia sempre voluto lei. (aveva tradito anche la sua precedente ragazza in un' occasione con il suo "primo amore"). RingraziandoLa Le porgo Distinti Saluti. Kiki RISPOSTA:Cara Kika, purtroppo al cuor non si comanda ed ancor meno ad un cuore ferito e deluso! Il comportamento del tuo compagno ahimè sembra sistematico: è un traditore; ha tradito tutte le sue ex ragazze e due con il suo primo amore. Tu pensi che lo faccia perché è ancora innamorato di lei ... beh io penso che invece lo faccia per sua insicurezza e che questa ragazza lo "riprenda" e si acconti di averlo solo per fugaci avventure e qualche sms. I sentimenti d'insicurezza e dipendenza in questa storia si sprecano davvero e tutti i personaggi coinvolti si sorreggono a vicenda attraverso comportamenti inadeguati ed inefficaci, ma che permettono a tutta questa di dinamica di restare in piedi! Tu che sai che ti ha tradito, ma non lo lasci, lui che scoperto ha mentito fino all'ultimo ed è comunque ricaduto nella vecchia abitudine, la ex che tradita a suo tempo, gioca il ruolo dell'amante. Come tu hai ben capito, il tuo problema di autostima trova terreno fertile in questa storia. Non posso darti una "prescrizione", ma voglio sbilanciarmi in un consiglio: siediti e rifletti su quello che è giusto per te. Il dolore, la delusione, l'angoscia sicuramente passeranno. Ci vorrà tanto, poco, non si può certo dire, ognuno ha la propria risposta, ma poi passano. Vivere continuamente con la persona che ti ricorda questa angoscia e che la alimenta, certamente non è altro che benzina sul fuoco! Rifletti su cosa è meglio per te, su cosa vuoi per la tua vita a 23 anni, se ti meriti di stare con un ragazzo traditore, se ti meriti di dover buttar giù un boccone di questo tipo. Poi pensa a lui. Tu lo ami, bene e lo puoi anche perdonare? Perché se non riesci a buttarti alle spalle questa brutta storia tornerà sempre e non andrà certo meglio. Una volta che hai capito se ti meriti il tuo ragazzo e che puoi buttarti tutto alle spalle vi mettete a tavolino e poni tutte le condizioni che ti servono affinché tu possa riuscire ad amarlo senza ombre. Questo significa che il rapporto va in galera, si fissano dei termini che possono essere anche: "poiché mi hai tradita, io adesso ho difficoltà a fidarmi di te e mi sento sempre insicura. So che il problema è mio, ma non riesco a ripartire. Se vuoi stare con me io ho bisogno di: ..., per un mese, un anno, 10 anni ... puoi darmerlo?" che sia leggere il telefonino, fare domande indiscrete, telefonate a tutte le ore o quant'altro! Devi dare un limite perché non puoi rinforzare la tua sfiducia all'infinito quindi, dai un termine a lui ed a te stessa perché pensi seriamente che puoi riuscire in questo modo a fidarti nuovamente di lui. Se ritieni, in tutta franchezza di non riuscirci... allora pensa seriamente a lasciarlo! Non si sta con una persona per l'insicurezza, ma per amore e spesso, purtroppo, molte ragazze (più che i ragazzi) tendono a scambiare i due sentimenti e pensano di amare tanto, mentre hanno invece paura di affrontare il mondo da sole. Se senti che questo percorso è gravoso, fai una ricerca su www.elencopsicologi.it che è un sito che fornisce un servizio gratuito e cerca una persona che si occupa di adulti e coppie nella regione di tuo interesse. In bocca al lupo!
Titolo: Problemi di coppia, un nuovo inizioData: 10/11/2009Autore: LoredanaBuonasera e grazie per il servizio che offre, sono veramente disperata la mia è travagliata: 11 anni di matrimonio, una figlia che il signore ha richiamato a se e per finire una separazione. Dopo 5 mesi dalla separazione il mio ex ha chiesto una chance,che gli ho concesso perchè lo amo, poichè aveva capito che non poteva stare senza di me.
Mi aveva promesso che i problemi che hanno causato la separazione ( bugie da parte sue, chat hard di nascosto, uscite tenute in segreto, telefonate equivoche...) non si sarebbero ripresentati e avrebbe interrotti i rapporti con una donna che stava frequentando.
E' tornato a vivere con me ma non mi ha mai sfiorata con un dito(sono ormai passati 9 mesi), ho affrontato il problema ma ha risposto che dovevo dargli tempo.Ieri sera dopo aver scoperto l'ennesima bugia( è andato a roma rientrando alle 4 a fare cosa?)l'ho affrontato e ha ammesso che non ha rapporti con me perchè si sente bloccato non sa da cosa. Gli ho proposto una terapia di coppia ma non ho avuto risposta.
E' andato via una settimana per lavoro(cosi dice!) e al rientro vuole di nuovo andare via ma non ha preso oggetti personali. Non si fa sentire per telefono e nn vuole essere disturbato ma se non lo chiamo sostiene che
non sono interessata al nostro rapporto. Mi dica cosa devo fare qst atteggiamento mi ferisce e mi sento colpevole delle discussioni, lui sembra sempre avere ragione alla fine e se lascio perdere diventa un uomo dolce e attento(sempre niente sesso). Tutte le volte che riconquista la mia fiducia mi tradisce. Sono io che ho una opinione errata del rapporto o è normale che lui abbia questi cambiamenti repentini, premetto che già in passato mi ha lasciata per periodi di riflessione.
Mi aiuti sono forte ma ora sento che sto per cedere non più la forza di lottare da sola.
Grazie anche se non risponderà alla presente. Loredana RISPOSTA:Cara Loredana, certo che rispondo.. con po' di pazienza lo faccio sempre! Io credo che una terapia di coppia possa aiutarvi davvero, non tanto per la sessualità, fortemente compromessa, ma anche per ricostruire il vostro rapporto che è stato messo su una base un po' traballante mi pare. Non ho l'ambizione di poter comprendere un problema completamente da queste poche righe che mi scrive, però sembra che, oltre all'amore, vi leghi una storia comune non troppo facile e forse vi siete lasciati, ripresi, riallontanati e poi riavvicinati, senza riproporre un nuovo inizio, una volta per tutte. Penso che dovreste far emergere tutti i problemi passati e metterci una pietra sopra, poi iniziare con una nuova complicità, intimità ed infine il sesso. Buona fortuna e mi faccia sapere se va meglio.
Titolo: Confusione Identità/Orientamento sessualeData 04/11/2009Autore: Marina, 34 anniSalve, RISPOSTA:Cara lettrice, innanzitutto ho dovuto tagliare molto della tua lettera perchè era eccessivamente lunga e chiedo la cortesia a tutti i lettori di "regolarsi" in tal senso. Per quanto riguarda il tuo caso, non so dirti se si tratta di un Disturbo dell'Identità di Genere perchè esso si manifesta anche come dici tu: rifiuto del proprio corpo, del proprio ruolo, desiderio di essere dell'altro sesso, ma il vissuto è spesso molto più angoscioso, mentre tu sembri più "ansiosa" a riguardo ed altri sintomi di cui mi hai parlato mi hanno fatto propendere per questa direzione. Penso che dovresti fidarti del tuo psicoterapeuta e rivedere anche la terapia farmacologica. Non si prendono farmaci "così", bisogna essere seguiti da uno psichiatra o da un servizio di psichiatria e sarebbe inoltre necessario che vi fosse un accordo tra questa figura professionale e lo psicoterapeuta, cosa che qui manca totalmente. Inoltre, non capisco questa tendenza a cercar conferme altrove: è seguita da una persona, rivolga a questa i suoi dubbi o, se non si fida, la lasci e scelga un altro professionista! Comunque, non so come stia lavorando questo psicoterapeuta, ma da quello che racconta io ho pensato ad un'omosessualità egodistonica. Come si sa essere omosessuali non è una malattia, ma non accettare questo orientamento può generare ansia, confusione e depressione. Quindi io penso che il percorso che dovrebbe fare è quello di cercare dentro di sè una consapevolezza in questo senso, capire cosa vuole e cosa questo comporti ed anche buttarsi un po' nelle esperienze della vita. In relazione poi alla sua frigidità con gli uomini, se da una parte si potrebbe spiegare con questa conclusione, può darsi anche che lei invece sia sessualmente ipoattiva e che questo le abbia indotto dei dubbi sul suo orientamento. Penso quindi anche io, come il suo psicoterapeuta che i farmaci possano essere superflui, ma la invito comunque ad una consultazione con i professionisti con cui sta lavorando. Cordiali saluti
Titolo: Mancanza eccitazione femminileData: 13/08/2009Autore: NicolaBuongiorno,ho trovato la sua e-mail in internet,le vorrei spiegare il mio caso: Sono sposato da 15 anni e ho 2 figli anni,amo mia moglie (ha 39 anni)ma lei ultimamente da circa 1 anno non prova più attrazione e eccitazione sessuale,non so cos'e' un bacio visto che lei non ne sente la necessità,ne abbiamo spesso parlato ma senza conclusioni.Sono sicuro che non ha un'altro uomo.Lei in vita sua non da mai avuto un orgasmo e questo la sempre disturbata ma non ha mai voluto approfondire il problema ma ora non sente neanche l'attrazione fisica nei miei confronti .ho anche ipotizzato che non era più innamorata e ci può anche stare ma parlando chiaramente mi dice che non prova eccitazione con se stessa o con pensieri che la porterbbero all'eccitazione.Si può parlare di "frigidità".Ultimanemte è superattiva non fa in tempo a fare una cosa e già sta pensando alla prossima,ex.nuoto,corsa,bici,gite in montagna ecc.sembra che cerchi di tenere la testa impegnata per non affrontare il problema,e mi ha chiesto di lasciarla in pace sessualmente ,forse ora se decisa di andare da una psicologa,mi consiglia anche una sessuola. A mia moglie ci tengo molto ma questo fatto sta mettendo in crisi il ns rapporto Cordiali Saluti Nicola RISPOSTA:Salve Nicola, non ho ben capito la domanda che voleva pormi, quindi le parlo un po' del problema in generale. Non è detto che sua moglie non abbia più l'eccitamento verso di lei, perché soddisfa i propri appetiti con un altro uomo, ma certo non sono cose da poter escludere. Sebbene sia molto giovane ancora, potrebbe trattarsi di un problema legato ad una prematura menopausa o forse ad un leggero stato depressivo. Come vede la mancanza di eccitamento potrebbe essere un sintomo, oltre che un disturbo a sé. Il fatto che adesso voglia risolvere il problema è già un buon passo ed è necessario che, da chiunque andiate, sia previsto un percorso anche di coppia, perché spesso i problemi dell'uno si riflettono su quelli dell'altro, le faccio un esempio: ora che non avete rapporti da molto, potrebbe indurre in lei ansia da prestazione, potrebbe emergere che sua moglie non raggiunge l'orgasmo con la penetrazione, ma in altri modi sì e quindi potrebbe dipendere dal tipo o dalla durata del rapporto. Vi consiglio uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, meglio se lavora anche in ambito sessuologico (basta chiederlo anche durante il colloquio telefonico), vi sottoporranno ad accertamenti anche fisici quindi potrebbe valere la pena di consultare anche il medico di base, in prima istanza. Cordialmente. Titolo: AnorgasmiaData: 28/04/2009Autore: Luigisalve, mi chiamo luigi ho un problema: nei rapporti sessuali con la mia fidanzata miè capitato di fare l'amore e di non venire. mi è capitato già due volte volevo sapere il motivo del perchè capita questa cosa e se posso rimediare con qualcosa. grazie mille RISPOSTA:Caro Luigi, non so se hai avuto modo di leggere l'articolo su questo sito relativo ai Disturbi dell'Orgasmo Maschile, te lo riassumo brevemente: si tratta di un ricorrente e persistente ritardo o assenza dell'orgasmo dopo una fase di eccitazione ed il coito normali. Ricorrente e persistente non significa due volte quindi! In realtà quando si parla di disturbi sessuali è necessario fare sempre riferimento ad un medico, si comincia da quello di base che può consigliare un andrologo di fiducia e quest'ultimo potrà indicare quali analisi cliniche fare (di solito analisi del sangue). Una volta fatto questo lavoro più medico, se il problema è in questo ambito, si reperisce qui anche la cura; qualora il problema sia invece di natura psicogena questo è l'indirizzo giusto. Si affrontano sedute individuali e di coppia si fa una diagnosi precisa e da qui si parte per la soluzione. Essendo tu stato molto generico, cerco di darti un po' di informazioni generali! Innanzitutto dovresti verificare se è solo durante i rapporti, che non hai l'orgasmo, mentre, con stimolazioni diversi sia da solo che con la tua ragazza, la cosa risulta normale. Inoltre è un buon esercizio cercare di capire "cosa ti passa per la testa" mentre fai l'amore con lei. Magari è un periodo di particolari preoccupazioni, pensi che qualcuno potrebbe sorprendervi, hai qualche timore specifico legato al rapporto... qualora tu trovi qualcosa che interferisce con la tua libertà sessuale, può essere questo a determinare l'anorgasmia. Il consiglio più immediato e forse banale è quello di parlarne con la tua ragazza e se sei consapevole che ci sono dei "problemi" che si trasformano in pensieri durante i vostri rapporti...affrontarli quanto prima! Qualora invece credi che ci sia qualcosa di più importante allora rivolgiti prima di tutto ad un medico per fare il check up completo. Tienimi aggiornata!
Titolo: Depressione-Dipendenza-SessualitàData: 03/01/2009Autore: Vincenzo, 32 anniSalve, ho 32 anni e vengo direttamente al mio problema. Non ho mai avuto una ragazza nè un primo bacio nè un rapporto sessuale. Sono sempre stato cordialmente respinto nonostante diversi tentativi. A 20 anni ho avuto una forte delusione(rifiuto) quando avevo una carica affettiva enorme(prima e unica volta che sono mai stato innamorato) e credo che questo abbia un po' segnato, come un trauma, gli anni successivi.Il mio problema è che adesso sento di non riuscire a provare sentimenti per nessuna donna(anche da ragazze che fanno gesti notevoli di amicizia), forse per via della mia età più matura forse per il mio passato e la mia insoddisfazione o forse perchè tanto so che appena faccio un passo avanti vengo subito bloccato. RISPOSTA:Caro Vincenzo, il problema è ben riassumibile: tu hai avuto delle delusioni che non ti hanno permesso di sviluppare alcune abilità...e che soprattutto hanno avuto un certo impatto sulla tua autostima ed adesso, da una parte non sai approcciare le ragazze perché non hai mai imparato, dall'altra, se lo facessi comunque, probabilmente incorreresti in un fallimento, rinforzando la tua tacita idea di non essere in grado. Non devi iscriverti ad un corso di cucito, anzi...l'unica cosa da fare in questi casi è proprio buttarsi nella situazione per verificare che i rifiuti, non sono piacevoli certo, ma neanche la fine del mondo. Inoltre, per imparare ad approcciare una donna (hai detto bene tu adesso sei grande!) devi provarci e trovare la tua modalità. Non so se il consiglio ti sembra banale, ma è la cosa da fare in questi casi. Per quanto riguarda la lap dance non credo che tu stia sviluppando una dipendenza, però a parer mio ti consiglio di investire quei soldi in uno psicologo in carne ed ossa e seguire un training assertivo che ti aiuti a maturare abilità sociali più funzionali. Titolo: sessualitàData 28/12/2008Autore: gianni, 18 annisalve sono un ragazzo di 18 anni e da circa 8 mesi combatto con una paura eansia terribile che mi stressa tutti i giorni non riesco adandare avanti tutto si è ache catapultato sullo studio e sulla mia cuotidianetà so di essere eterosessuale perchè i piacciono le donne ma dopo una brutta esperienza di vergogna di pudore personale frustrazione di una mancata erezione ho incominciato a sentirmi strano disturbato da ansia e da pensieri che potessero cercare una mia rispost al fatto accaduto adesso mi trovo in una situazione brutta prima non avevo mai avuto problemi di questo genere adesso non riesco a stare tranquillo più passa il tempo e come se le cose cambiassero pur che io non voglia ero fidanzato con una stupenda ragazza che mi attirava da morire e mi sono lasciato circa tre mesi fa adesso vivo la mia cuotidianetà nella paura di poter diventare omosessuale non ho attrazione verso gli uomini ma ho stati di ansia forti che mi fanno entrare a pensare cose che non vorrei pensare e più mi dannoper cercare di eliminare tutto e più la cosa aumenta se invece non ci faccio caso a volte mi rendo conto che sia tornato tutto come prima ma subito dopo senza accorgermene risuccede la stessa cosa a volte sono così sicuro di me stesso che pesno che sia tutto passato e invece è 7 mesi che faccio questa vita come posso fare a dimenticare tutto tranquillizarmi e adare avanti adesso mi frequento con una ragazza ma a volte mi faccio venie dubbi che non esistono sulla mia sessualità a volte ho paura di non provare niente anche per un semplice bacio ma se non ci faccio caso va tutto come prima...i pensieri che mi vengono in testa mi fanno star male èerchè non è quello che voglio e mi danno sempre sono anche pensieri pesanti immorali come masturbazione orale ecc..cose orrende che prima non esitavo neanche farmele passare dalla mente adessoè come se non ho il controllo di me stesso aiutatemi ditemi come posso autocontrollarmi e come posso dimenticare tutto per riprendermi la vita che avevo prima felice!! purtroppo ansia ed erezione non vanno affatto d'accordo. Per vivere serenamente la tua sessualità è necessario quindi che tu affronti l'ansia. Un buon modo è quello di essere sincero ed aperto con la tua partner, dirle che hai avuto quel problema una volta, forse per lo stress e che adesso ti condiziona e non fai altro che pensarci, inibendo quindi la tua performance. Potendo tentare di avere un rapporto, ma senza alcuna pretesa, il tuo problema dovrebbero risolversi velocemente. Anche se tu dovessi rivolgerti ad un esperto in carne ed ossa, comunque è indicato coinvolgere la propria partner.
Titolo: penso omosessualità o crisi d'identità o semplicemente ossessioneData: 28/12/2008Autore: Sergio, 20 anniSalve. Vi ringrazio tantissimo, spero troverete una risposta a ciò.129076 RISPOSTA:Caro Sergio, hai bisogno di aiuto e quello che possiamo offrirti tramite questo servizio è solo un'indicazione. Devi rivolgerti ad un professionista in carne ed ossa perché non è infrequente che dai pensieri ed impulsi si passi poi alla ricerca effettiva di appagamento. Ti consiglio di rivolgerti ad uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale che proprio sui pensieri e sui comportamenti può aiutarti a lavorare!
Titolo: Quando l'amante si sente "cornificato"Data: 29/02/2008Autore: Arianna, 38 anni, MilanoCara Dottoressa, da circa 9 mesi ho una bellissima relazione con un mio collega di lavoro, che è iniziata proprio quando ero in crisi con il mio matrimonio, durato 7 anni e, proprio la crisi matrimoniale ha determinato l'inizio di questa storia. Con mio marito non avevamo quasi mai rapporti sessuali, mentre col collega anche più volte al giorno; lui riusciva a darmi tutto quello che il matrimonio non mi dava e per un po' di tempo le storie sono andate avanti contemporaneamente. Durante l'ultimo mese, prima che chiedessi la separazione da mio marito, ho acconsentito 3 volte ad avere rapporti con lui, ma davvero malvolentieri e la sensazione non era quella di piacere ma di vera e propria violenza perché mi sentivo usata da lui e non coinvolta. Dato che al mio collega raccontavo tutto egli sapeva anche di questi ultimi 3 rapporti che per me ho avuto solo per dovere coniugale, ma lui ha iniziato ad incolparmi per quello che ho fatto ed ha iniziato a sostenere che gli avevo fatto le corna. Dopo la separazione ho continuato con lui la relazione ma ha smesso di avere rapporti sessuali con me ed ogni volta che provo ad avvicinarmi lui si allontana offeso ed irritato e questa cosa sta rovinando il nostro rapporto che però continua perché si basa su sentimento davvero forti ed importanti. Secondo lei è normale che si senta cornificato quando ho avuto rapporti con l'uomo che comunque era ancora mio marito? Come posso risolvere questa situazione ed aiutarlo a ricominciare con me la nostra storia in modo sereno? La ringrazio anticipatamente per la risposta! RISPOSTA:Cara Anna, "normale" è una parola che significa poco in questo contesto e comunque non è questa la cosa più importante al momento perché, indipendentemente che l'atteggiamento del tuo nuovo compagno sia o meno normale, resta il fatto che lui sta vivendo la situazione in questo modo che va ad intaccare il vostro rapporto. Credo che a volte vi siano equilibri fragili nelle coppie e quello che poteva essere tollerato quando eravate "amanti" può divenire insopportabile modificando lo status di coppia. Passo quindi alla seconda domanda: per aiutarlo dovete innanzitutto parlarne e capire in che modo lui abbia visto o veda attualmente questi tuoi 3 rapporti sessuali con il tuo ex-marito. Immagino che ne abbiate parlato abbastanza e che forse lui stesso sia riluttante nel tornare sull'argomento, ma a quanto pare si sono attivate delle credenze in lui che gli impediscono di vivere serenamente un rapporto sessuale con te e questo può a lungo termine diventare un problema serio. Sedetevi dunque a tavolino e tu, chiedi specifiche spiegazioni circa la sua sensazione di aver subito un tradimento: che cosa intende? Cosa avrebbe voluto che tu facessi? Cosa puoi fare adesso perché lui non si senta più in quel modo? A queste domande non posso risponderti io, ma deve farlo lui! Tu non giustificarti ulteriormente, ma rispondi semplicemente come mai hai fatto sesso con il tuo ex-marito, perché ti sentivi in dovere visto che eravate sposati, perché comunque ti dispiaceva per lui perché avevi una relazione, perché in cuor tuo speravi di poter riavere con tuo marito, le sensazioni che invece provavi con il tuo collega...sinceramente! Nessuno ti ha obbligata, ma tu potevi sentirti in tal modo (almeno così si capisce dalla tua lettera!) è vero però che potevi dire di no, puoi spiegare perché? Se lui te lo chiede devi potergli dare una risposta che non sia una difesa! Una volta che siete venuti a capo del perché lui prova queste sensazioni, deve guidarti nel trovare il modo per ricominciare da capo! Insomma vedetela come un reato, questo è il processo, tu ti dichiari colpevole di aver avuto rapporti con tuo marito e la corte ha deciso che devi scontare una pena. Benissimo, qual è questa pena? Quanto deve durare? Come puoi ottenere una sua riduzione? Scusa se semplifico molto ma è bene o male questo che devi provare ad ottenere dal tuo compagno. Fammi sapere!
Titolo: Paura delle donneData: 24/02/2008Autore: Piero, 24 anni, SienaSalve mi chiamo Piero ho 24 anni e le scrivo dalla provincia di Siena, non posso permettermi una terapia e non credo di essere la persona adatta a questo genere di cose, quindi le chiedo un consiglio per aiutarmi e guidarmi a guardare dentro di me per risolvere qualche dubbio. Innanzitutto le dico che negli ultimi hanni ho subito diversi cambiamenti, primo fra tutti il trasferimento dalla vita universitaria fuori sede (Milano) al ritorno a casa per problemi familiari 2 anni fa e la morte di mio padre per un tumore. Sono sempre stato una persona abbastanza estroversa e rilassata ma questo non si può dire nel mio rapporto con l'altro sesso; ho sempre avuto relazioni piuttosto brevi fino ad una con quella che io considero la mia prima ex ragazza, con la quale sono stato 7 mesi. Prima anche se non ero disinvolto con le ragazze, non ero neanche ansioso come adesso e credo che sia stato a causa di questa relazione che con il tempo di è rivelata davvero pesante. La ragazza in questione si è dimostrata subito molto intimidita dal sesso e molto rigida su questo ed altri aspetti della relazione; io avrei invece voluto una relazione passionale e vivace e quello che ne è venuto fuori una gran depressione e noia che è finita solo quando mi sono deciso a lasciarla. Da allora appena ho a che fare con una ragazza, anche se mi piace, mi viene una grande ansia come se un'eventuale relazione mi tarpasse le ali e mi rubasse nuovamente la gioia di vivere e spesso, nelle ragazze che ho incontrato ho visto subito alcune caratteristiche di rigidità che aveva la mia ex. Con la morte di mio padre ho avuto una sorta di periodo di assestamento nel quale non ho avuto che qualche avventura occasionale, ma niente di soddisfacente fino all'anno scorso quando mi sono messo con una ragazza per la quale, dopo l'inizio della sensazione di noia ed imprigionamento nella relazione, sono riuscito a sciogliermi completamente, tanto che ho perso letteralmente la testa per lei, che poi per altri motivi mi ha però lasciato. Da allora non ho avuto altre occasioni e mi capita spesso di pensare che anche se ci sono intorno a me delle belle ragazze, alla fine non sono molto interessato a loro e la voglia di iniziare una storia a volte mi manca completamente. Uno di questi giorni un mio amico, mentre prendevamo l'aperitivo in un bar, ha iniziato a scherzare sulla mia situazione perché ho detto che una ragazza del nostro gruppo, esteticamente attraente, però non mi interessava più di tanto ed ha iniziato a dire che se non mi piaceva allora ero un omosessuale. Lo so che scherzava e che io non sono assolutamente omosessuale perché mi piacciono le donne, però ho sentito il sangue pulsarmi nelle tempie e anche se di normale io sarei una persona tranquilla e moderata, l'avrei picchiato; sono riuscito a calmarmi ma questo suo atteggiamento mi ha proprio sconvolto ed ho pure passato qualche ora ad interrogarmi sul fatto che non poteva essere vero. Non capisco come mai non provo più interesse nelle relazioni e come posso fare a sbloccarmi da questa paura che ho rispetto ad avere una relazione più duratura. La ringrazio e spero che possa rispondermi al più presto. RISPOSTA:Caro Piero, ho letto con interesse ed attenzione la tua lettera e devo dire che mi ha molto incuriosito. Non voglio farti arrabbiare anche io come il tuo amico, ma certo la reazione che hai avuto di fronte all'"accusa" di essere gay ha rilevato una forte omofobia, che certo non significa che sei omosessuale, ma che denota una forte paura e tensione relativamente alla possibilità di esserlo! Nel guidarti, perché è questo che tu mi chiedi, io ti invito pertanto ad indagare questo tuo atteggiamento e di modificarlo, non perché potresti essere tu omosessuale, ma perché gli omosessuali esistono, sono persone come tutte le altre ed è implausibile che nel 2008 un ragazzo di 24 anni che vive nella civiltà ed ha anche studiato sia così bigotto!
Titolo: Omosessualità?!Data: 15/04/2008Autore: Serena, 27 anniCara Dott., le scrivo perché sono un po' confusa. Da 10 anni ho capito di essere lesbica ed ho anche avuto alcune relazioni 1 per più di un anno. Io mi sento molto femminile ed anche esteticamente cerco di dimostrarlo perché così mi piaccio di più, però non mi piacciono le ragazze gay troppo maschili esteticamente, mentre alcune mie amiche lesbiche dicono che dovrei...insomma che in una coppia si capisca chi è più e meno femmina delle due. Hanno ragione? RISPOSTA: Cara Serena, le tue amiche dicono delle sciocchezze enormi e poi...voglio dire è anche contro-intuitivo: se in una coppia gay si dovesse ricreare l'uomo e la donna...allora perché non essere direttamente etero? Una lesbica è lesbica perché attratta esteticamente da altre donne...più o meno femminili esattamente come possono piacere più le bionde che le more o viceversa e lo stesso accade nei maschi omosessuali. Naturalmente l'attrazione è solo un preambolo perché come gli etero anche gli omo si innamorano e...nello stesso modo quando uno è innamorato può apprezzare anche una fisicità inizialmente non pienamente apprezzata! Orientamento sessuale ed identità sono concetti ben diversi: una donna può sentirsi donna (identità) ed amare una donna od un uomo (orientamento) il resto dipende dai gusti! Solitamente le coppie omosessuali così come le descrivono le tue amiche si definiscono omofobiche...eh sì! Aderiscono ad uno standard sbagliato basato sui pregiudizi... Vivi la tua sessualità e segui le tue passioni, perché quelle non sbagliano mai e quando è la testa ad avere dubbi, continua a chiedere consigli a chi ne sa...più delle tue amiche :D Tante buone cose! Leggi le domande e le risposte sugli altri argomenti: |
| Ultimo aggiornamento Domenica 29 Gennaio 2012 09:42 |