Ambulatorio di Psicologia
Disturbi dell'Infanzia e della Fanciullezza Stampa
Titolo: Informazione strutture per invalidi
Data: 10/08/2010
Autore: Giuseppe

gentile dottoressa,

desidero essere informato, della malattia di mia figlia.

La ragazza oggi di anni 31, dall'eta' di anni 11 ha avuto le prime crisi di Epilessia, nel corso degli anni con le visite mediche e tutti gli accertamenti in diversi Ospedali, la coclusione e' stata Epilessia criptogenetica, disturbi severi del comportamento ossessivo- compulsivo, ritardo mentale lieve, in cura con Depakin 500 mg due comp. al di- e Risperdal gocce, ogni giorno.

Ho solo saputo che queste patologie congenite ,non si guarisce, infatti la sua salute non e' mai migliorata, e' invalida civile al 100%, con accompagno. se questa patologia nel corso degli anni restera' sempre cosi, che futuro avra' la ragazza, quando sara' senza genitori?  grazie della risposta che mi inviera'

RISPOSTA: Gentile Giuseppe,

purtroppo tutti i genitori con figli non autosufficienti si pongono la stessa domanda e la risposta è data dai servizi di zona, senza però alcuna garanzia. Le consiglio di informarsi sulle strutture e sui servizi offerti dalla sua AUSL al fine di garantire a sua figlia una vita dignitosa anche quando lei e sua moglie non ci sarete più. Non deve considerare questa soluzione come l'abbandono o la delega delle cure a sua figlia a terzi, ma come opzione di cui usufruire fin da prima, permettendo quindi a sua figlia di abituarsi alla situazione.

Certi centri infatti, potrebbero addirittura giovare ai deficit comportamentali della ragazza garantendone una piccola rieducazione funzionale.

Spero quindi di averla indirizzata verso una soluzione e per quanto possibile, di averle dato anche un piccolo conforto.

Buona giornata

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Titolo: Febbre Alta e Paura
Data: 05/08/2009
Autore: Elisa

Buongiorno, sono la mamma di un bimbo di 2 anni e mezzo.

Ho questo problema, mio figlio è un bimbo ubbidiente, solare ed allegro che mangia volentieri.

Giovedi notte ha avuto la febbre molto alta e da venerdi mattina è intrattabile: piange fa i capricci, si sveglia urlando e non vuole mangiare.

E' possibile che qualche cosa lo abbia spaventato così tanto?

Come posso tranquillizzarlo visto che non vuole dirmi cosa succede? in compenso chiede sempre il ciuccio e se per caso rifiuto si fa venire una crisi isterica con tanto di vomito.

Grazie
Elisa 

RISPOSTA: Cara Elisa,

penso che questa domanda debba essere rivolta alla pediatra più che alla psicologa.

Magari il bambino ha avuto la febbre alta per via di un’infezione orale, magari qualcosa legata ai dentini, quindi questo spiegherebbe l’irritabilità, l’avversione al cibo ed il desiderio del ciuccio.

In ogni caso devi continuare a chiedere al bambino, che forse non è che non vuole dirti cosa ha, ma non sa come farlo! Parla prima con la pediatra per farti suggerire qualche opzione probabile, poi indaga con il bambino su cosa potrebbe aver avuto; in questo modo sarà poi più semplice risolvere eventuali problematiche simili future.

A presto.

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Titolo: Rapporto madre-bambino
Data: 31/07/2009
Autore: Francesca

salve sono francesca la mamma di tre bambini il mio secondo genito un maschietto di quasi 4 anni. Il bambino ha avuto una serie di disturbi dalla nascita e svariati ricoveri sempre con la mamma al seguito ora sta bene ma gli atteggiamenti lasciano a desierare. Lo abbiamo portato più di una volta dallo psicologo  e la conclusione è che il bambino non riesce a receperire il distaccamento con me ovvero secondo lui siamo ancora un corpo ed un'anima, lui percepisce il nostro rapporto come un neonato e questo crea tutte le problematiche del caso. Sono in attesa di intraprendere una terapia di coppia con lui ma intanto vorrei sapere che approccio devo avere con lui quando lo lascio o lo vado a prendere all'asilo e in generale nel nostro rapporto. Mi rendo conto che il discorso non è molto chiaro ma è complicato esprimere in poche righe 3 anni di diagnosi e tentativi per aiutare il mio piccolo grazie della cortese attensione.

RISPOSTA:

Salve Francesca,

si devo ammettere che non sei stata chiarissima. So che vorresti una “ricetta” ma non ce l’ho!! Il fatto è che il trattamento che andrete ad affrontare e che si basa su molti elementi, prevederà delle vere e proprie regole di comportamento che abitueranno entrambi al distacco. Si perché magari state pensando solo a non rendere questo allontanamento graduale e non traumatico per il bambino, ma certo non sarà facile neanche per te e durante la terapia, potresti soffrirne. Più che "sul cosa fare", io ti consiglio di pensare a quanti “vantaggi” perderai quando tuo figlio sarà più autonomo, perché alla fine, per quanto sia stressante ed impegnativo adesso, qualunque mamma si sentirebbe gratificata da un rapporto tanto esclusivo con il proprio bambino, almeno nel profondo del suo cuore. Comportati quindi nel modo più naturale, sarà poi il tuo psicologo a dirti cosa fare e concentrati appunto su quanti pro e quanti contro ci saranno sia per lui che per te, quando inizierete ad affrontare questo importante ed indispensabile.

Ciao a presto!

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Titolo: Problemi di relazione
Data: 12/07/2009
Autore: Simona

Buongiorno, sono una mamma di un bambino di 1 anno e 5 mesi.scrivo per avere un consiglio: ho avuto una gravidanza poco serena a causa di un problema di salute riscontrato al bambino, il momento del parto è stato poi terribile e mi ha lasciato moltissimi problemi primo fra tutti una fortissima anemia che non mi ha permesso di prendere in braccio mio figlio prima di una quindicina di giorni dalla nascita e poi un grave problema alla schiena che tutt'ora mi impedisce molte attività pratiche. mio figlio poi ha avuto una serie di problematiche di salute che hanno fatto si che fosse molto nervoso, irrequieto e difficile da gestire nelle manovre quotidiane di pulizia e cura. tutto ciò ha fatto si che io non riuscissi ad occuparmi del mio bambino per svariati mesi demandando il compito, con mia grande frustrazione, a mio marito. questa mia incapacità fisica di prendermi cura del piccolo però mi ha creato un'ansia terribile di rimanere sola con lui e un grande senso di colpa per non essere riuscita ad essere una madre come le altre.a tutt'oggi, nonostante io sia ormai in grado di occuparmi di lui da sola, ho sempre timore a restare sola con lui. in più il rapporto che si è venuto a creare tra il bimbo e suo padre è di gran lunga più solido che quello che il piccolo ha creato con me per cui nei momenti di difficoltà lui non cerca mai me ma solo ed esclusivamente suo padre. spesso mi ritrovo a consolarlo e a dover desistere perchè mi rendo conto di non riuscire nell'impresa. nel momento in cui lo lascio al padre torna la serenità al piccolo. cosa posso fare per trovare la serenità giusta per accettare questa condizione? come posso superare il fatto che le problematiche incorse in questo parto mi hanno rubato i momenti primari di condivisione con mio figlio? riuscirò a recuperare il rapporto con il mio bambino ed essere amata da lui?

questo ultimo anno e mezzo è stato per me un vero incubo, soltanto adesso comincio a godermi un po' la gioia di essere madre ma questo continuo senso di inadeguatezza e questa condizione di esclusione in cui mi trovo quando il piccolo non vuole stare con me mi crea un grande squilibrio e mi fa ripiombare nell'incubo dei primi mesi quando nonostante l'amore e il desiderio di tenere fra le braccia il mio bambino non sono riuscita ad essere per lui quel punto di riferimento di cui aveva bisogno... io ho tutt'ora voglia e desiderio di

tenerlo in braccio ma lui preferisce suo padre a me e non mi vuole...

non trovo via d'uscita per trovare un po' di serenità.

grazie fin d'ora

RISPOSTA: Gentile Simona,

i rapporti con i figli, così come ogni altra relazione si costruiscono con il tempo ed il fatto di non essere stata presente al 100% nella primissima fase è una condizione più importante per te, che gli dai tutta questa importanza, che per il tuo bambino. Pensa alle famiglie adottive, sono genitori che non hanno avuto nessun contatto con i propri figli per molto tempo, a volte anni, eppure se si osservano dopo un periodo sufficientemente lungo ci appaiono come una famiglia “normale”.

Io credo che quello che stia inficiando il tuo rapporto con il bambino è questa tua convinzione irrazionale di “aver perso irrimediabilmente” qualcosa, che sei certa di non poter recuperare e questo ti fa impegnare certo, ma con lo sconforto nel cuore.

È il tuo bambino! Non te lo scordare! Non è stata colpa di nessuno se entrambi avete avuto dei problemi, ma è anche naturale che lui adesso faccia affidamento sul padre (e sei fortunata ad avere un compagno che è stato tanto in gamba!). Dovete conoscervi, avvicinarvi l’una all’altro senza paura di sbagliare o di non essere abbastanza adeguati. Tu per lui ci sarai sempre e questo il tuo bambino lo imparerà con il tempo. Smetti quindi di aver paura di sbagliare o di essere inadeguata. Sii naturale, cerca di capire la situazione ed esci dall’occhio di bue che ti senti puntato addosso; quando tuo figlio ha una crisi la tua attenzione deve essere su di lui e su tutte le manovre che puoi tentare affinché stia meglio, non su di te e sulla tua inadeguatezza nel farlo tranquillizzare. Non imporgli il tuo amore, lascialo libero di cercarti e non vivere con frustrazione il fatto che sia indipendente, questa è una buona cosa in un bambino! Sii lì per lui quando ne avrà bisogno e fatti aiutare da tuo marito confidandogli questo tuo senso di frustrazione. Sono certa che se riuscirai ad alleggerire i tuoi pensieri e ad essere più obiettiva, recupererete molto velocemente il vostro rapporto.

In bocca al lupo!

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Titolo: Ritardo Mentale
Data: 15/01/2009
Autore: Sonia, per Laura 8 anni

Cara Dottoressa,

sono la mamma di una splendida bambina di 8 anni che presenta alcuni problemi scolastici. All'età di 6 anni, una visita dal neuropsichiatra infantile ed in seguito da una logopedista, hanno permesso la diagnosi di una grave dislessia nela bambina, che era stata già notata a scuola dalla maestra di italiano. Da allora Laura fa sempre tutti gli esercizi assegnatele e con fatica e dedizione si vedono grandi miglioramenti. La bambina è rimasta comunque molto indietro e poichè da piccola ha avuto 3 attacchi  convulsivi febbrili, io e mio marito sospettiamo che, sotto la dislessia vi sia anche un lieve ritardo, che non le è stato diagnosticato.Vorrei dunque sapere il suo parere e come dovremmo comportarci.

RISPOSTA: Gentilissima Sonia,

io penso che sia davvero improbabile che non sia stato diagnosticato un ritardo mentale, sebbene mascherato da una dislessia, perchè comunque le valutazioni non riguardano semplicemente il grado di lettura, ma anche alcune abilità manuali od organizzative, nonchè la capacità di gestire alcuni problemi quotidiani che potrebbero  presentarsi. Purtroppo, il sistema scolastico tende ad avere molta "fretta" quindi può darsi semplicemente che la bambina sia rimasta indietro con il programma e che adesso presenti delle difficoltà. Il problema è che non si  può tenere una bambina di 8 anni tutto il giorno a studiare, perchè deve recuperare ed anche a praticare gli esercizi per il miglioramento della dislessia perchè sarebbe un lavoro oneroso e probabilmente anche frustrante. Io le suggerisco di aiutarla o chiamare una persona che possa farlo, nello studio e dedicare poi il tempo al trattamento della dislessia in modo separato. Se la bambina è troppo indietro e rischia di non comprendere ed assimilare le nuove nozioni, vi converrebbe agevolare questo processo anche leggendole voi le varie materie, demandando poi a lei tutti i compiti del logopedista. In ogni caso vi consiglio anche di parlare di questo mio suggerimento ai medici che vi stanno seguendo, per poter arricchire il consiglio con i dati a loro disposizione. A presto

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Titolo: Depressione nei bambini?
Data: 15/03/2008
Autore: Marina, 22 anni per Chiara di 6

Cara Dottoressa,

le scrivo perchè da quando è iniziata la scuola elementare, mia sorella di 6 anni è diventata molto triste. Piange spesso, quasi tutti i giorni anche se poi può improvvisamente diventare scontrosa. Anche quando sembra normale e tranquilla, basta poco per farla arrabbiare. Può chiudersi in camera per ore ed è agitata.

Mia madre dice che è un po' depressa, ma secondo me i depressi sono tristi e stanno giù anche con i comportamenti invece lei non sta ferma un attimo alternandosi poi ad uno stile più sottomesso.

Per spronarla ho provato a dirle che in questo modo diventerà pazza e che si farà solo del male, poi riflettendoci mi sono chiesta se ho fatto la cosa giusta. Lei cosa mi consiglia di fare? Ha bisogno di uno psicologo? Come possiamo fare in casa per aiutarla?

RISPOSTA: Cara Marina,

tua mamma ha ragione, potrebbe proprio trattarsi di depressione perchè nei bambini è più frequente che si manifesti in maniera agitata che "sommessa" come dici tu, ma non avendo sufficienti dati non posso farti una diagnosi seduta stante, questo è certo!

Per quanto riguarda quello che potete fare voi in casa...beh io vi consiglio di fare una diagnosi accurata a Chiara e farvi consigliare come famiglia. Rivolgervi ad uno psicologo non significa che sarà lui ad occuparsi dei problemi della bambina, ma imparare tutti a gestirli al meglio. Per questo vi indirizzerei nell'ambito pubblico USL dove si trova spesso una buona comunicazione tra i diversi professionisti ed è possibile occuparsi della situazione da più punti di vista!

Tienimi aggiornata e auguri!

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Titolo: Paura ad allontanarsi dalla mamma
Data: 28/02/2008
Autore: Giovanni, 37 anni per Serena di 4

Gentile Dottoressa,

spero possa aiutarmi a capire come riuscire a lasciare la mia bambina di 4 all'asilo. La bambina infatti piange e si dispera quando la mattina, la porto via da casa e continua fino al momento che mia moglie la va a prendere perchè le maestre, non sapendo più cosa fare, dopo qualche ora le telefonano a casa. Loro ci hanno consigliato di andare da uno psicologo per risolvere il problema, ma io credo che prima di affrontare questo passo, forse potremmo provare a fare qualcosa da soli.

Mi sono accorto che il problema non è l'asilo, perchè Serena si agita e piange ogni qualvolta deve lasciare la mamma, anche per andare a giocare fuori, in ogni condizione vuole averla almeno a contatto visivo e, in caso contrario la sua disperazione è assoluta.

Devo ammettere che oltre che fastidiosa, questa situazione è per me anche molto dolorosa perchè è come se la bambina avesse un vero rapporto solo con mia moglie e senza di esso non potesse andare avanti. Può consigliarmi come fare?

RISPOSTA: Caro Giovanni,

hai fatto un'analisi molto chiara della situazione e capisco la tua frustrazione, oltre che preoccupazione! La situazione sembra un quadro di ansia da separazione, ossia una paura intensa ed inappropriata rispetto all'età di Serena, che si manifesterebbe quando deve lasciare la mamma. Raramente un disturbo di questo tipo si manifesta dal nulla e dura da un minimo di un mese in poi e credo che, se volete provare ad affrontare da soli il problema, sia il caso di capire cosa può essere successo: la madre è apprensiva, è successo qualcosa che ha turbato la bambina, ha sentito storie alla tv che riguardavano bambini (ed ora purtroppo se ne sentono tante di queste storie!) ha perso una persona della famiglia o un animale domestico od ha subito un trasloco? Perchè alla base di una condizione del genere non si deve interpretare, ma andare a vedere cosa è successo (e si dovrebbe fare così poi in generale, no?) per esempio: vi siete trasferiti da poco e Serena ha paura che, come non vede più la mamma, lei va a vivere da un'altra parte senza di lei...riesci ad immaginare che angoscia possa essere questo pensiero per una bambina di 4 anni? O ancora, se avete perso qualcuno...è intuitiva la risposta.

Allora, io ti consiglio di parlare da solo con tua moglie, di cercare un piano comune e di lavorare sulla fiducia di Serena, nel senso che l'allontanamento dovrà essere graduale e spiegato completamente...i bambini hanno una mente semplice, ma non sono di certo scemi! Quindi, dopo aver cercato di capire voi quello che può aver determinato il comportamento della bambina, parlatene anche a lei, se non avete chiaro il motivo scatenante, provate ad osservare i suoi disegni, di solito i bambini riproducono le scene che gli creano ansia! Rassicuratela che non verrà mai abbandonata e che la amate profondamente ed iniziate, insieme ad allontanarvi da lei piano piano, per esempio all'asilo, potreste chiedere alle maestre di lasciare tua moglie o te un po' con Serena, prima normalmente e poi, senza interagire con lei, poi potreste sedervi a limite della porta, ancora fuori dalla porta (che se Serena viene a cercarvi voi ci siete realmente!) ed infine, potete dire a Serena che andate via. La parte difficile di questa procedura è reggere alle richieste della bambina senza cedere mai o tornare sui propri passi! Spero che questo sia sufficiente! A presto!

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Ultimo aggiornamento Martedì 10 Agosto 2010 07:57
 
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