DISTURBO BIPOLARE

ll Disturbo Bipolare implica profonde alterazioni dell’umore accompagnate da gravi modificazioni delle emozioni, dei pensieri, dei comportamenti di un individuo. Le emozioni possono passare in tempi rapidi da un profondo stato depressivo ad un’eccitazione smodata, senza nessuna ragione apparente. Nella fase maniacale, il disturbo si manifesta tipicamente in forme di disinibizione esasperata ed in altri comportamenti eccessivi e socialmente inappropriati spesso molto pericolosi per l’incolumità dell’individuo stesso. Al contrario, le fasi depressive possono risultare talmente gravi da portare anche ad episodi di autolesionismo. Spesso il disturbo si manifesta accompagnato ad abuso di sostanze, principalmente droghe ed alcool.

Solitamente il primo episodio della sindrome Bipolare si sviluppa nella tarda adolescenza o nella prima età adulta, per poi ricorrere nuovamente, in maniera più o meno frequente, nel corso del tempo.

Non esiste un’unica ragione alla base dell’insorgenza del Disturbo Bipolare, ma è dimostrata la familiarità della malattia, il che lascia presupporre che i fattori genetici giochino un ruolo rilevante nella vulnerabilità al disturbo e quindi, come già suggerito nella scheda relativa alla Depressione, non esiste una sorta di “gene” del disturbo; quello che può essere trasmissibile è una sensibilità allo stress che può infine manifestarsi attraverso questa sintomatologia, ma giocano un ruolo fondamentale altri fattori individuali appresi, l’educazione ricevuta, il numero di esperienze positive o negative di vita e naturalmente la coincidenza di fattori particolari in dati momenti della vita, capaci d’instaurarlo.

Esistono diverse tipologie del disturbo appena descritto che si differenziano tra loro sulla base dell’intensità della fase maniacale e sulla ciclicità di essa con quella depressiva.

Il disturbo Bipolare è una classica forma psichiatrica ed è necessario affrontarlo con i farmaci ed un professionista del settore. Lo psicologo ad orientamento comportamentale può essere d’aiuto nell’affrontare questa terapia in modo più rapido ed efficace e nel migliorare la qualità di vita del paziente. Poiché spesso vi sono altre caratteristiche disturbanti, la terapia psicologica può concentrarsi su di esse.

CRITERI DIAGNOSTICI (DSM IV-TR)

I Disturbi Bipolari si distinguono principalmente in 3 categorie anche se alcuni autori ne hanno con gli anni aggiunte altre quindi, non stupitevi se vi capiterà di sentire Disturbo Bipolare III e mezzo.

Il Disturbo Bipolare I si diagnostica se vi è stata nella vita del paziente almeno un episodio di Mania od un episodio Misto che si manifesta con la compresenza di sintomi sia depressivi che maniacali, durante lo stesso giorno. Solitamente si osserva una successiva fase Depressiva, ma in generale, affinché sia possibile fare la diagnosi di questo disturbo basta che vi sia stato un episodio maniacale.

La Mania si definisce come un periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo o irritabile, della durata di almeno 1 settimana o, qualora sia necessaria un’ospedalizzazione della persona, di qualunque durata.

In questo stesso periodo devono essere presenti 3 o più sintomi tra:

autostima ipertrofica o grandiosità

diminuito bisogno di sonno (e non insonnia!)

maggiore loquacità o spinta a continuare a parlare

fuga delle idee o esperienza personale che i pensieri si susseguano in modo troppo rapido

distraibilità

aumento dell’attività finalizzata (quindi lavorativa, scolastica, negli hobby)

aumento dell’attività ludica, soprattutto quella con conseguenze dannose

Per fare una diagnosi di Disturbo Bipolare II è invece necessario che la persona abbia sperimentato un episodio Ipomaniacale ed uno Depressivo.

L’Ipomania si presenta esattamente come la Mania ma ha una durata inferiore (4 giorni).

In entrambi i casi ed in generale quando si fa una diagnosi è necessario distinguere i sintomi attuali da quelli causati da condizioni mediche generali, dagli effetti di sostanze o farmaci, o da altri disturbi psicologici.

Il DSM IV-TR considera poi, tutti gli altri disturbi come quelli simil-maniacali o simil-ipomaniacali (dove la mania o l’ipomania sono indotte dal tipo di antidepressivo scelto per la fase Depressiva quando presente) nella categoria NAS (non altrimenti specificato).

Un appunto che vale la pena di fare è per l’Ipertimia, un tratto temperamentale che rappresenta l’espressione sottosoglia dello spettro mania/ipomania ma che di per sè non è da considerarsi patologico. Forse alcuni di voi si riconoscono in questo quadro od attribuiscono a loro amici e parenti tali caratteristiche; circa l’8% delle persone non cliniche presenterebbe infatti tale tratto caratterizzato da 4 o più dei seguenti fattori che fanno parte della persona appunto in modo stabile e non temporaneo o transitorio:

lieto ed esuberante

loquace e faceto (spiritoso)

sicuro di sè, fiducioso ed ottimista

versatile con ampi interessi

energico, s’impegna all’azione

dotato di molti piani e progetti

solitamente dorme poco

elevato livello di libido

disinibito ed amante della novità

intrigante ed intrusivo.

Per una breve e sintetica rassegna sui farmaci si rimanda all’argomento PSICOFARMACOLOGIA nella sezione IN BREVE.

Bibliografia

Galeazzi, A., Meazzini, P. (2004). Mente e Comportamento. Giunti Editore, Firenze.

Govoni, S. (1998). Neuropsicofarmacologia. UTET, Torino.

Rovetto, F. (2003). Elementi di psicofarmacologia per psicologi. Franco Angeli, Milano.

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