DEPRESSIONE

La depressione è caratterizzata da cambiamenti fisiologici, dell’umore, del modo di pensare, del comportamento profondi e spesso duraturi nel tempo e si formalizza come un disturbo che va oltre il modo di dire “oggi mi sento depresso” e che invece si riferisce ad uno stato transitorio di umore a coloritura malinconica derivante da una causa più o meno riconoscibile. Il DSM-IV-TR (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) definisce l’episodio depressivo maggiore come un disturbo che si manifesta con 5 o più sintomi tra quelli qui sotto elencati durante il giorno, quasi ogni giorno, per un periodo di almeno due settimane:

umore depresso;

perdita di piacere per quasi tutte le attività durante il giorno;

cambiamento di peso significativo (aumento o diminuzione);

cambiamenti nelle abitudini del sonno;

essere agitato o essere rallentato;

mancanza di energia;

sensazione di essere inutile;

difficoltà nella concentrazione;

pensieri ricorrenti di morte o di suicidio.

La depressione può colpire chiunque, giovani o vecchi, ricchi o poveri. È dovuta a cause molteplici e diverse da persona a persona (ereditarietà, ambiente sociale, lutti familiari, problemi di lavoro…). Le ricerche mostrano tuttavia la presenza di due fattori principali che aumentano il rischio di svilupparla:

Il fattore biologico e quello psicologico: alcuni di noi nascono con una maggiore predisposizione genetica verso questa malattia in termini di vulnerabilità ad incorrere in questo disturbo qualora si manifestino dei fattori specifici, di natura sia interna che esterna che prendono il nome di fattori precipitanti; avere una certa familiarità per la depressione (molti familiari ne hanno sofferto) non è una condizione sine qua non per sviluppare questo stesso disturbo; esso diventa più probabile solo se si inseriscono nel quadro altri fattori di natura ambientale, personali di tipo appreso ed educativo, familiari come condizione di supporto o abbandono e così via in un determinato tempo e luogo. Alcune delle persone vulnerabili possono vivere tutta la vita senza sperimentare mai la depressione o fino a quando succede qualcosa che la fa scattare. Questo fattore scatenante è spesso qualche tipo di tensione, o un evento spiacevole che sconvolge la vita e generalmente sono proprio quegli eventi che si accordano con il nostro tipo di sensibilità in modo del tutto personale ed arbitrario (la rottura di una relazione, la perdita del lavoro, la morte di una persona cara, la morte di un animale domestico…).

Una manifestazione allarmante che può accompagnarsi a questo disturbo è l’ideazione suicidaria che si presenta quando la persona arriva ad avere una visione negativa di sè, del mondo e del futuro (la triade negativa di Beck) senza poter tornare indietro. Ritiene quindi che l’unica possibilità sia quella di abbandonare questa vita che troppo fa soffrire, profilando quindi il suicidio come l’unica possibilità. Sarebbe quindi necessario informare la persona che questi sentimenti di resa e di totale scoraggiamento non sono la realtà ma uno dei sintomi di questa malattia che come tali possono prevedere interventi mirati spesso molto efficaci di natura sia farmacologia che psicoterapica.

Per una breve e sintetica delle caratteristiche del disturbo si rimanda all’argomento DEPRESSIONE nella sezione IN BREVE, mentre per un approfondimento di una condizione particolare e comunque collegata a LUTTO nella stessa pagina.

Bibliografia

Galeazzi, A., Meazzini, P. (2004). Mente e Comportamento. Giunti Editore, Firenze.

Klosko, J.S., Sanderson, W.C. (2001). Trattamento cognitivo-comportamentale della depressione. McGraw-Hill, Milano.

You may also like...