DISTURBI D’ANSIA

Oggi per ansia s’intende “l’anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuri, accompagnata da sentimenti di disforia o da sintomi fisici di tensione”. Gli elementi esposti al rischio possono appartenere sia al mondo interno che a quello esterno”. L’ansia è dunque un costrutto bidimensionale, che implica tanto aspetti cognitivi (un’attività mentale connotata da anticipazione, apprensione, preoccupazione) quanto aspetti psicofisiologici (un’attivazione del sistema nervoso autonomo e la produzione di veri e propri sintomi neurovegetativi che adesso andremo ad elencare.

Risale a Cattel (Cattel e Scheier, 1958) l’aver distinto all’interno del costrutto d’ansia tra due accezioni fondamentalmente diverse: l’una riferita ad uno stato emotivo di un individuo in un dato momento ed in una data situazione, l’altra riferita ad una variabile di personalità che può differenziare tra loro individui diversi. E’, però a carico di Spielberger la distinzione nosografica tuttora in uso di ansia di stato e di tratto, dove il primo si riferisce ad uno stato transitorio emozionale ed il secondo in una condizione più radicata dell’individuo.

L’ansia è innata e fa parte della natura umana; è una delle 5 emozioni di base e può considerarsi la normale risposta del nostro organismo che si prepara ad affrontare ciò che avverte come un pericolo. Se questa reazione innata ha avuto un senso di conservazione della specie fin dall’antichità, adesso l’organismo viene adesso sollecitato da stimoli e pericoli di natura diversa. L’ansia ci prepara all’azione di attacco o fuga, ossia provoca nell’organismo quella cascata di reazioni che predispone la persona ad allontanarsi il più velocemente possibile dal pericolo o a fronteggiarlo. Quando l’ansia è adeguata e congruente con la situazione essa rimane un valido sistema di sicurezza per la specie umana, ma può diventare un problema reale quando è eccessiva rispetto alla situazione che ci troviamo a fronteggiare o dura troppo a lungo, al punto che fare la cosa più semplice può diventare uno sforzo enorme (parlare in pubblico, sostenere un esame, andare ad un appuntamento o ad una festa…).

L’ansia si manifesta diversamente da persona a persona, ma in genere le sue caratteristiche sono:

pensieri ansiosi (Farò una figuraccia, Non sarò all’altezza, Mi sentirò male…)

emozioni ansiose (paura, timore, ansia)

sensazioni corporee alterate (tensione muscolare, respirazione veloce, battito cardiaco accelerato, sudorazione profusa, sensazioni di svenimento, vertigini…)

comportamenti alterati (agitazione, aumento/diminuzione appetito, evitamento di certe situazioni…).

Inoltre, una volta instauratasi, l’ansia tende ad indurre un circolo vizioso che contribuisce al suo graduale incremento. I sintomi stessi diventano oggetto di preoccupazione andando quindi ad aumentare la catastroficità dei pensieri e di conseguenza l’ansia stessa.

linus

La risposta più naturale di fronte a questa reazione che coinvolge l’intero organismo è quella di allontanarsi, ma, l’evitamento di questa situazione che all’istante genera un immediato sollievo, diventa a lungo termine il principale sistema di mantenimento del problema stesso. Per superare l’ansia è necessario infatti fronteggiare le proprie paure e trovare strategie efficaci per poter “stare” in quella situazione.

Non esiste una causa unica per l’ansia. Ci può essere una predisposizione genetica familiare ad essere ansiosi, può essere influenzata dall’educazione ricevuta, dallo stress causato da un importante cambiamento nella propria vita (la perdita del lavoro, un trasferimento, un lutto, un incidente, la nascita di un figlio), dalla bassa autostima. Questi fattori interagiscono tra di loro in maniera e in misura diversa di caso in caso ed è pertanto necessario raccogliere i dati in modo attento e preciso per poter differenziare la diagnosi. Quando l’ansia diventa un disturbo psicologico può avere delle gravi ripercussioni sulla qualità della vita di chi ne soffre; molti tendono, infatti, ad evitare le situazioni e le persone che le spaventano, limitando la propria vita privata e professionale.

All’interno di questa macrocategoria sono descritti ed approfonditi in questa sede diversi tipi di disturbi: Agorafobia, Disturbo di Panico con o Senza Agorafobia, Fobia Specifica, Fobia Sociale, Disturbo Post-Traumatico da Stress e Disturbo d’Ansia Generalizzata. Se nel Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali, DSM-IV-Tr, il Disturbo Ossessivo-Compulsivo viene inserito sotto questa stessa classificazione, molti clinici e studiosi ritengono che sia necessario classificarlo all’interno di una categoria nosografica distinta.

Bibliografia

Galeazzi, A., Meazzini, P. (2004). Mente e Comportamento. Giunti Editore, Firenze.

Goldwurm, G.F., Sacchi, D., Scarlato, A. (1986). Le tecniche di rilassamento nella terapia comportamentale. Franco Angeli

Sassaroli, S., Lorenzini, R., Ruggiero, G.M. (2006). Psicoterapia cognitiva dell’ansia. Rimuginio, controllo ed evitamento. Raffaello Cortina Editore, Milano.

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